01(Milano, scritto da Silvio D’Auria) –  Un terremoto giudiziario si abbatte su Expo 2015 con una nuova inchiesta che ricorda la stagione di “Mani pulite” e che riparte proprio da Milano. Individuate la “cupola degli appalti”, filmate le consegne di tangenti  dentro un Circolo Culturale.

Una operazione eseguita dalla della Direzione Investigativa Antimafia di Milano, sabato scorso, con ben 8 squadre operative di quasi 200 uomini della Guardia di Finanza della Lombardia, ha messo le manette ai polsi dell’ex Direttore Generale di “Expo 2015 Spa”, Angelo Paris, dell'ex Senatore di Forza Italia, Luigi Grillo, dell'ex Segretario Amministrativo della D.c milanese, Stefano Frigerio, dell'ex Segretario dell'U.d.c. della Liguria Sergio Cattozzo, dell'imprenditore Enrico Maltauro e di Primo Greganti, meglio noto come “compagno G” dai tempi di “Tangentopoli”.  Arresti domiciliari per Antonio Rognoni, ex Direttore Generale di “Infrastrutture lombarde” e quasi 100 perquisizioni in diversi capoluoghi italiani.

Ha firmare l’ordinanza è stato Il G.I.P. Fabio Antezza su richiesta del Sostituto Claudio Gittardi e del P.M. Antonio D'Alessio coordinati dal Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Milano,  Ilda Boccassini. Pesantissime le accuse: “associazione a delinquere, corruzione, turbativa d'asta, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente, nonché rivelazione ed utilizzazione di segreti d'ufficio”. L'organizzazione, che secondo la Procura ha messo le mani sull’Expo di Milano,  stava all’ombra di Frigerio, Greganti e Grillo  a loro volta in strettissimo contatto con referenti politici e imprenditori lombardi. Nelle 1.600 pagine dell’ordinanza, che ha portato alla firma degli arresti, sono documentate  2 mila telefonate di intercettazioni e decine di incontri con scambi di denaro filmati dagli uomini della D.I.A.

E’ emerso un dettagliato resoconto sull’organizzazione che pilotava gli appalti dell'Expo. Un ruolo importante è stato assunto da Paris che, come Direttore Generale della “Divisione construction and dismantling” di Expo 2015, era a totale disposizione degli arrestati.  Ma la “cupola degli appalti” è andata oltre. L’obiettivo: far aggiudicare gare d'appalto a imprenditori “vicini e fidati”. Frigerio, ritenuto  il dominus del malaffare, si era impegnato a segnalare la promozione di Paris al vertice di ”Infrastrutture lombarde” attraverso note scritte su piccoli fogli inviati ad Arcore,  destinatario Silvio Berlusconi, e al Presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni. Le tangenti sono state materialmente pagate dentro la sede di un'Associazione Culturale a Milano di cui Frigerio è  Presidente e testimoniate dai filmati che riprendono gli incontri con imprenditori, funzionari pubblici e politici. Gli “appalti pilotati”, oltre che l’Expo, riguardano 4 Ospedali lombardi e la gestione di un sito per lo stoccaggio di rifiuti nucleari alle porte di Vercelli. Una gara di 100 milioni di euro.

Ottenere la disponibilità dei funzionari pubblici, in grado di pilotare gli apppalti, la con la promessa di carriere con stipendi d’oro, è questa l’indagine che ha svelato  la strutturata capacità di Frigerio di infiltrarsi negli appalti della Sanità e i suoi collegamenti con Direttori Generali e Amministrativi di Ospedali in Lombardia oltre a quella di Greganti, sua volta, capace di tessere rapporti con il mondo delle Coop anch’esse coinvolte. E’ proprio il coinvolgimento di Frigerio e Greganti, saliti sulla scena della cronaca giudiziaria 20 anni fa durante le indagini e gli arresti-fiume di “Mani pulite”, connota un'impronta particolare dell'indagine. “Questa non è che una sola fase delle indagini su corruzione e appalti” ha chiaramente ammesso Ilda Boccassini. Da queste parole è facile ritenere che siamo solo al primo atto di una nuova e lunga serie inchieste sul sistema degli “appalti truccati” nelle grandi opere pubbliche in Italia che dai padiglioni di Rho, di Expo Milano, può attraversare presto, clamorosamente, tutta la penisola. (Sil.Dau)