01Siamo a Melilli, in provincia di Siracusa. Ieri gli esperti dell’Istituto zooprofilattico nazionale hanno confermato la presenza di un coleottero nemico delle api in contrada Sparto

Cinque comuni della provincia di Siracusa sono caduti entro l’area di protezione da Aethina tumida, che l’Istituto zooprofilattico locale ha provveduto a creare, per contenere la diffusione di una malattia che contamina il miele. Si tratta di una superficie di 10 chilometri compresa tra Melilli e Lentini, passando per i comuni di Augusta, Carlentini, e la capitale del miele, Sortino.

Per scongiurare il diffondersi del contagio, il Dipartimento regionale per le Attività sanitarie e Osservatorio epidemiologico si farà carico di tutte le procedure atte ad effettuare un censimento degli apiari presenti nella cintura di protezione, presso cui verranno infine effettuati gli opportuni accertamenti clinici.

L’apiario di Melillo, dove è stato riscontrato un campione di miele infetto, verrà distrutto, anche per evitare l’ulteriore dilagare della malattia.
In attesa degli ordinamenti dell’Autorità europea in materia, la Regione ha disposto l’assoluto divieto per gli apicoltori di movimentare le arnie verso altre regioni d’Italia o d’Europa, per impedire il diffondersi dell’infestazione.

Oggi in Sicilia ci sono più di 160mila arnie e gli apicoltori sono stati messi in allerta anche dalla Federazione, che sta cercando di contenere le perdite, non ancora stimate in termini di euro, diffondendo un’importante vademecum, che qui riportiamo.

L’Aethina tumida Murray è un coleottero, somigliante allo scarabeo, acerrimo nemico delle api mellifere del cui miele è ghiottissimo. Persino le sue larve sono in grado di distruggere gli alveari creando dei cunicoli e infine infestando il frutto del lavoro immagazzinato nelle celle.
Ma come sapere se il proprio apiario è stato infestato?

Le uova dell’Athina tumida sono all’incirca delle stesse dimensioni di quelle delle api, e hanno un color madreperla chiaro. In genere si presentano in gruppi disordinati, che vengono depositati negli interstizi delle celle dei favi vuoti.

Le larve, di colore biancastro, non superano gli 11 mm di lunghezza e somigliano molto alle tarme della cera. Dato che il loro lavoro è votato alla distruzione, potrebbe bastare un attento esame degli alveari per capire se siano o meno stati infestati.

Crepe e rotture potrebbero essere un buon campanello d’allarme, ma se trovate degli insetti simili a coleotteri biancastri, interrati nel vostro giardino a pochi metri dagli apiari, allertatevi lo stesso. Le larve infatti, dopo essersi cibate del miele presente nelle celle e aver defecato in esse, volano al di fuori delle arnie per interrarsi; infine rientreranno negli alveari in forma di pupa.

Ma l’Aethina ha un punto debole ed è la luce. Uno dei modi più facili di verificare la presenza di coleotteri adulti nei propri nidi, è quello di rimuovere il coprifavo e porlo in posizione rovesciata a terra sovrapponendovi il melario per almeno un minuto. Presto si dovrebbero notare, se presenti, i coleotteri fuggire verso il fondo, cercando di porsi al riparo dalla luce. Dopodiché sarà necessario escludere ogni contaminazione ispezionando il nido, asportando uno a uno i favi di covata e controllando la superficie in cerca di larve; il fondo e gli angoli in cerca di insetti adulti nascosti.

 Autore | Enrica Bartalotta