Non si è ancora placato il dolore per la tragedia di Casteldaccia. A causa del maltempo del 3 novembre, 9 persone hanno perso la vita in una villetta travolta dal fiume Milicia, ingrossato dalle forti piogge. A parlare è il proprietario dell’abitazione, che è abusiva: aveva dato in amicizia la casa a Giuseppe Giordano, unico sopravvissuto.

Ecco cosa ha detto il padrone di casa: «Avevo dato questa casa a Giuseppe in segno d’amicizia. Io mi sento responsabile di tutto, sono in mano alla giustizia. Dieci anni fa mi avevano condannato. Ma dopo non mi è mai arrivata nessuna carta che mi chiedeva di abbattere la casa. Dieci anni fa io avevo lì la mia residenza. Poi l’ha avuta mio figlio. Quella era casa mia. Io entravo e uscivo quando volevo».

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«Sono disperato per quello che è successo a Giuseppe, se avessi saputo che poteva capitare una cosa simile non gli avrei mai dato le chiavi», ha aggiunto davanti ai cronisti, convocati dal legale della coppia.

«Noi abbiamo saputo della tragedia solo la mattina successiva, quando abbiamo acceso la tv – spiega la moglie -. Abitiamo a Palermo nella zona di Via Oreto perché mio marito lavora qui. Non avremmo mai potuto pensare che i Giordano fossero in pericolo. Come mamma e come nonna sono disperata. Sarei voluta morire io al posto loro».