Lo storico Castello di Lombardia di Enna e l’area archeologica circostante, dopo anni di incuria e abbandono, saranno oggetto di lavori di messa in sicurezza.

L’intervento è finanziato dal governo Musumeci che ha così accolto la richiesta del Comune per il ripristino, la rifunzionalizzazione e la fruizione della fortezza medievale, simbolo della città. Il cantiere opererà sotto la direzione della Soprintendenza per i Beni culturali di Enna.

L’edificio, di grande valore storico e architettonico, con circa 26 mila metri quadri di superficie, è uno dei castelli medievali più grandi d’Italia. Costruito in cima alla montagna, a 970 metri sul livello del mare, sul punto più alto della città, ha una pianta pentagonale e torri quadrate.

Secondo alcuni, il nome deriverebbe dalla presenza di una guarnigione di soldati lombardi che, in epoca normanna, erano a guardia della fortezza. Fu utilizzato da Federico II d’Aragona come dimora estiva e qui per due volte si riunì il Parlamento del Regno di Sicilia.

Castello di Lombardia ad Enna.

Castello di Lombardia ad Enna.

L’avvento dei Borbone, avversi a Enna, e lo sviluppo dell’artiglieria portarono il Castello di Lombardia a un declino che lo vide trasformato in prigione da cui era impossibile evadere. Dal secolo scorso è divenuto, però, la maggiore attrazione turistica di Enna e il monumento medievale più importante della provincia.

Nel 1923 le antiche segrete del castello, dove venivano rinchiusi i prigionieri, furono riconvertite in serbatoi di raccolta per la distribuzione dell’acqua corrente; attraverso l’acquedotto proveniente da Enna bassa, l’acqua viene pompata fino alle vasche del castello, punto più alto della città, e da lì parte la distribuzione, per pendenza, ai quartieri del centro storico. Le 4 vasche sono state ricavate da altrettante grandi sale con volta a botte scavate nella roccia, al di sotto del prato presente nel secondo cortile; l’accesso, riservato agli addetti ai lavori, avviene da una porticina situata lungo la muraglia meridionale del maniero.

Nel 2002 un’importante campagna di scavi promossa dalla Sovrintendenza di Enna ha portato alla luce beni di rilevanza archeologica. Per quasi mezzo secolo il castello è stato sede del Teatro lirico cittadino.

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