Sciolto consiglio comunale a Castelvetrano, in provincia di Trapani. Alla fine tanto tuonò che piovve. Il caso è montato recentemente dopo il servizio de Le Iene nel quale Filippo Roma incalzò Calogero "Lillo" Giambalvo (nel fermo immagine), il consigliere che si vantava di essere amico del boss Matteo Messina Denaro e che finì nel vortice delle intercettazioni.

Qualche giorno fa la trasmissione di Italia 1 è tornata sulla questione, interrogando il ministro dell'Interno Angelino Alfano: il titolare del Viminale, però, ha spiegato che non ha facoltà di sollevare lo stesso Giambalvo, accusato di favoreggiamento e arrestato nel 2014 ma poi scagionato. 

Adesso il colpo di scena: quasi tutti i consiglieri hanno rassegnato le loro dimissioni, facendo di fatto decadere il Consiglio. Impossibile per gli altri ancora in carica, a questo punto, evitare lo scioglimento. Il sindaco di Castelvetrano, Felice Errante, è combattuto:

"Hanno dimostrato maturità e voglia di distinguersi dalle affermazioni di Giambalvo, ma non è bello constatare che le istituzioni non hanno alcun strumento per farlo decadere – sottolinea il primo cittadino a "LiveSicilia" – Per colpa di un 'cretino' un intero organo democraticamente eletto è stato costretto alle dimissioni".

Al momento Errante resta al suo posto, ma l'ipotesi di lasciare l'incarico è comunque nell'aria: "Attendo di essere ascoltato dalle commissioni Antimafia nazionale e regionale – spiega – e soltanto quando avrò la certezza che la mia città non verrà accostata alla mafia valuterò tutte le possibilità. Non escludo alcuna ipotesi".