01Castrofilippo è un comune dell’agrigentino, disposto a 480 metri sul livello del mare.

Sulle fondamenta dell’odierno impianto comunale, si susseguono i reperti di genti preistoriche, greche e romane, nonché degli Arabi, i quali riutilizzarono, molto probabilmente, la fortificazione di possibile origine bizantina sita su monte Castellaccio, circa 500 metri a Nord di Castrofilippo, indicato dal geografo al-Idrisi come il sito di al-Minsciar.
Nel 1086, Ruggero il Normanno assunse il controllo della città, distruggendo alcuni castelli sulla via ed edificando, a testimonianza della conquista, l’avamposto militare conseguente; l’insediamento assunse il nome di Libigini, ma iniziò anche il suo decadimento. La città passò successivamente nelle mani delle famiglie nobiliari dei Lo Porto, dei De Brando e dei Montaperto, che la cedettero infine a Stefano Monreale. Qui inizia la vera storia di Castrofilippo, il cui toponimo è stato ideato dal Monreale in onore del re Filippo II di Spagna (‘castra rex Filippi’ ovvero la ‘città del re Filippo’), nel 1548.

Il paese nacque con uno scopo ben preciso: la necessità di incentivare la produzione di frumento, particolarmente calata nell’area, durante il corso degli ultimi anni. Stefano Monreale faceva parte di una famiglia di origine francese; si occupava di poesie, ed era l'inventore di un nuovo metodo di estrazione del carbone. Fu proprio in questo periodo che il centro siciliano ottenne nuova linfa vitale; in quanto terra fertile, ricca d’acqua, divenne il luogo perfetto per campi arati, e dunque anche residenze nobiliari. Fu così che Monreale fece costruire la sua dimora, il Palazzo baronale, completa di carceri, magazzini, e di una cisterna per l'acqua; stalle, cortile, e naturalmente, l’appartamento nobiliare. Sempre al Monreale, si deve l’edificazione della chiesa di San Antonio Abate, riedificata poi all’inizio del Novecento, e di un Santuario dedicato a Santa Lucia, oggi non più esistente. Morto il barone, gli successe il figlio Maurizio, che fece costruire la chiesa Maria SS. del Rosario, completata nel 1634. Maurizio fu poi insignito del titolo di Duca di Castrofilippo.

Di importanza artistica, è la chiesa di Sant’Agnese. Costruita a metà Settecento a ridosso delle case, conserva una pregevole statua dell’Addolorata, scolpita nel 1886, e una Santa Lucia.
Interessanti sono anche il Calvario, del 1927, con le statue del Cristo Morto, (di cui una portata in Processione al Venerdì Santo), e la Pietra Lunga, monumento roccioso alle porte di Castrofilippo, realizzato in onore della Vergine Maria, con un’edicola che contiene un dipinto di una Pietà; successivamente, nel 1985, venne posta nella nicchia una statua della Madonna, scolpita in marmo bianco di Carrara, a protezione dei pellegrini e dei viaggiatori. In piazzetta Rinaldi, i fedeli hanno costruito, nel 1999, un Santuario in nome di Padre Pio, con una statua del Santo in bronzo.

Pilastro dell’economia di Castrofilippo è l’agricoltura, e in particolare dalla coltivazione dell’uva da tavola del tipo “Italia”; di elevata fattura e qualità, grazie ai numerosi interventi tecnici biologici e biodinamici operati sul grappolo, che hanno garantito alte produzioni nel rispetto però totale dell’ambiente circostante, e dei consumatori. L’altro settore frutticolo d’importanza per l’economia castrofilippese è rappresentato dalla produzione di pesche, cipolle e aglio. Alla cipolla viene infatti dedicata, ogni anno, una sagra. Durante la prima settimana di agosto, la città viene allestita con stand dediti alla degustazione degli innumerevoli prodotti e piatti locali, allestiti sull’ ‘Infiorata di Cipolla’ ovvero banchetti decorati con cipolle e fiori.

Molteplici i piatti preparati con la cipolla biologica di Castrofilippo, presente qui in tutte le sue varianti e colorazioni: dalla ‘Paglierina’ perfetta cruda nelle insalate, alla ‘rossa’ Calabrese; stesso discorso per l’aglio, presente nella varietà dell’ecotipo locale, da sapore e aroma intensi, e nella versione ‘Bianco Piacentino’. La coltivazione della cipolla e dell’aglio, viene effettuata a Castrofilippo, senza l’ausilio di mezzi tecnici o concimi chimici. Solo la preparazione del terreno viene effettuata meccanicamente, mentre tutte le altre fasi che riguardano la coltivazione, inclusa la fase della raccolta, viene effettuata a mano. I prodotti vengono poi venduti direttamente dagli orticoltori, nei mercati della città e dei paesi limitrofi.
La festa termina con la premiazione della cipolla dalla pezzatura più rilevante, e con esibizioni musicali di folclore e interesse locale.

Autore | Enrica Bartalotta