CATANIA – Il neosindaco di Catania Salvo Pogliese ha imposto delle multe per chi dorme in strada. Ma non solo, perché si parla del "divieto di consumare bevande alcoliche al di fuori delle aree di pertinenza dei pubblici esercizi regolarmente autorizzati e il divieto di detenere o utilizzare strumenti idonei all’imbrattamento di immobili e arredi urbani". Pena multe dai 50 ai 300 euro. 

Nella premessa si descrivono i comportamenti mal tollerati da sanzionare. "Vi è stato un notevole incremento di soggetti che, specie nelle aree del centro cittadino, anche per l'intera notte, all'aperto, con sedute e ricoveri di fortuna, bivaccano sulla pubblica via, utilizzando oggetti di varia natura, come cartoni, coperte, scatoloni, materassi, al fine di costituire un giaciglio per lo stazionamento ovvero per il consumo di cibo e bevande alcoliche, espletando in luogo pubblico anche le funzioni fisiologiche". In più si aggiunge "il comportamento di tali soggetti, che talvolta hanno al proprio seguito cani, causano un senso di disagio diffuso nella popolazione e nei turisti che frequentano il centro storico, determinando una sensazione di degrado del decoro urbano e precarietà delle condizioni igienico sanitarie" e che "sono segnalati, con sempre maggiore frequenza, casi di raggruppamenti di persone, anche senza fissa dimora, dedite al consumo abituale di bevande alcoliche e superalcoliche che, stazionando nella pubblica via, recano disturbo ai passanti e ai residenti e determinano problemi igienico-sanitari espletando in luogo pubblico le proprie funzioni fisiologiche".

Matteo Iannitti, leader di Catania Bene Comune, ha sottolineato l’errata impostazione della delibera che considera la povertà un "problema di ordine pubblico". Iannitti capovolge la narrazione dell’amministrazione e indica altre strade per intervenire: "Nessuna ordinanza per approntare un dormitorio pubblico per chi vive per strada, neanche quattro lire per ristrutturare e istallare dei bagni pubblici, e nemmeno un'azione per rafforzare i servizi sociali che si dovrebbero occupare di emarginazione e povertà".