CATANIA – Un bendaggio gastrico non riuscito, un'infezione "non curata nel modo corretto", una donna che ha sofferto non solo per i danni fisici provocati da una serie di interventi, ma anche di quelli psicologici. Per tutti questi motivi la quinta sezione civile del tribunale di Catania ha condannato l'ospedale Garibaldi a risarcire una donna con 39.000 euro.

La paziente, assistita dall'avvocato Emanuele Gualniera, chiedeva il risarcimento dei danni, patrimoniali e non, subiti in occasione dell’intervento chirurgico di bendaggio gastrico e dei successivi trattamenti terapeutici eseguiti dai sanitari dipendenti dall'azienda ospedaliera convenuta.

Il Ctu avrebbe accertato che quell’intervento di bendaggio gastrico regolabile praticato sulla paziente rappresentò un "fallimento per la cura dell’obesità", legato a un inadeguato protocollo terapeutico della complicanza sopravvenuta posto in essere dai sanitari che la ebbero in cura, foriero di un documentato lungo periodo di sofferenza fisica e psichica.

Non solo l'intervento non riuscì, ma la donna rimase vittima di una complicazione che non sarebbe stata adeguatamente curata dai medici dell'ospedale, un'infezione che portò nuovi guai alla paziente. La donna fu sottoposti ad altri interventi chirurgici, che le provocarono non solo danni fisici ma anche psicologici, che il tribunale ha riconosciuto.