Chiusura aziende, i dati siciliani sono drammatici e Confesercenti Catania lancia l'allarme. Alla faccia dei dati sulla (presunta) ripresa, l'economia in reale è in ginocchio. Come da diversi anni a questa parte. 

In provincia di Catania, nello specifico, da gennaio a giugno sono 3.228 gli esercizi commerciali che hanno alzano bandiera bianca, mentre sono 3.191 i commercianti che hanno aperto una nuova attività. In città, invece, sono 1.087 le aziende aperte nel primo semestre dell’anno contro le 1.023 che hanno chiuso.

Analizzando a fondo i dati, si scopre che è proprio il settore del commercio ad annaspare più di tutti gli altri: 1.125 esercizi chiusi e solo 671 aperti. Seguono l’industria, con 200 attività chiuse contro le 106 aperte, e la ristorazione dove si registra un drastico calo: 174 le attività chiuse, 117 quelle aperte. Non se la passa molto meglio l'edilizia: le iscrizioni sono circa la metà delle cessazioni.

Salvo Politino, direttore di Confesercenti Catania, pone l'accento sul dramma chiusura aziende:

Assistiamo alla chiusura di circa due aziende al giorno. Un trend insostenibile. Gli esercenti soffrono per una serie svariata di motivi concomitanti. Intanto il caro affitti, ma anche l’avanzata inarrestabile dei vari Centri commerciali, l’abusivismo, oltreché per la cronica mancanza di liquidità legata alla restrizione del credito da parte delle banche.

Servono sgravi fiscali per i commercianti, in particolare nelle zone colpite dalla desertificazione commerciale e, soprattutto, un piano di rilancio del centro storico. Riteniamo che ancora una volta la nostra politica abbia sottovalutato questi aspetti e abbia ignorato lo stato di agonia che in cui si trovano le nostre imprese.