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Da decenni medici e demografi studiano i luoghi in cui si arriva a 100 anni più spesso che altrove. La conclusione è sempre la stessa: contano meno i segreti e più le abitudini, come muoversi ogni giorno, mangiare in modo semplice e vivere dentro una comunità. Ora una nuova classifica porta questi principi sulla mappa delle vacanze europee. Tra le 20 destinazioni indicate c’è anche la Sicilia, unica presenza italiana.

La località è Taormina, che si piazza al settimo posto nella graduatoria stilata da CV Villas, società britannica specializzata in vacanze in villa.

Una classifica costruita sulle abitudini, non sui centenari

Lo studio ha messo a confronto quasi cento destinazioni europee. Il riferimento è il modello Power 9 di Dan Buettner, il ricercatore che ha individuato nove abitudini comuni alle cosiddette Blue Zone, le aree con una concentrazione particolarmente alta di persone longeve.

Ogni località ha ricevuto un punteggio su scala di 100. I criteri sono la facilità di spostarsi a piedi, misurata anche in base al dislivello, e il ritmo della vita quotidiana, stimato attraverso le ore lavorative annue. Contano anche la disponibilità di ristoranti e cantine con proposte vegane rispetto alla popolazione e la presenza di caffè e chiese, considerati indicatori della vita di comunità.

Va detto con chiarezza cosa la classifica non misura. Non riguarda l’aspettativa di vita degli abitanti e non sostiene che una vacanza in queste località faccia vivere di più. Segnala piuttosto i luoghi in cui alcune condizioni associate a uno stile di vita sano sono particolarmente presenti.

Taormina, settima in Europa e unica italiana

Nella lettura di CV Villas, Taormina offre un contesto in cui camminare, sedersi a tavola e vivere all’aperto diventano parte naturale del viaggio, senza bisogno di programmi o regole. È proprio questa la filosofia che l’azienda attribuisce all’intera classifica. Hannah Marshall, responsabile marketing della società, la descrive come un insieme di luoghi in cui movimento, buona cucina, relazioni e ritmi più distesi convivono.

Il dato più curioso riguarda però l’Italia nel suo insieme. La Sardegna, che insieme all’isola greca di Ikaria è una delle due Blue Zone tradizionalmente riconosciute in Europa, non compare tra le prime venti. A rappresentare il Paese è soltanto la Sicilia.

Malta domina, il Mediterraneo occupa la vetta

Il primo posto va a La Valletta, premiata perché si esplora facilmente a piedi e ha molti luoghi d’incontro. Seguono l’isola greca di Paxos e Saint-Tropez, in Francia. Al quarto posto c’è la sorpresa ungherese di Eger, cittadina nota per la tradizione vinicola.

Malta è il Paese più rappresentato, con quattro località in classifica: oltre alla capitale figurano Mdina, St. Julian’s e Gozo. Il resto della top 10 parla soprattutto la lingua del Mediterraneo, con Ibiza al sesto posto, Lefkada all’ottavo e Budva, in Montenegro, al nono. Chiude il gruppo di testa Dingle, in Irlanda.

Più in basso compaiono mete meno scontate come Bad Ischl in Austria, Pirano in Slovenia, Ålesund in Norvegia e Novi Sad in Serbia, che chiude la lista al ventesimo posto.

Perché il risultato conta per la Sicilia

La presenza di Taormina non aggiunge qualcosa al suo prestigio turistico, che è consolidato da secoli. Racconta però un aspetto diverso della località, e in fondo dell’isola: non soltanto panorami e monumenti, ma un modo di stare al mondo. Quel modo di vivere fatto di passeggiate, tavola condivisa e tempo lasciato alle relazioni oggi viene osservato anche come modello di benessere.

È una lettura che va presa per quello che è, cioè uno spunto e non una promessa. Ma suggerisce un’idea semplice: le abitudini che fanno bene sono spesso le più antiche, e in Sicilia molte di esse fanno ancora parte della vita di ogni giorno. Il vero lascito di un viaggio, allora, potrebbe essere riportarne qualcuna a casa.

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