Duro colpo inflitto alla mafia di Corleone, nel Palermitano. I carabinieri hanno arrestato 12 persone per estorsione e danneggiamento. Per altri due è scattata invece la misura della libertà vigilata per 2 anni. Secondo gli inquirenti stavano addirittura progettando un omicidio dietro il pagamento di 3 mila euro in contanti.

Ben 8 imprenditori hanno ammesso di aver pagato il pizzo alla mafia. Il blitz è avvenuto nel cuore del mandamento mafioso di Corleone ma anche delle famiglie di Chiusa Sclafani e Palazzo Adriano. Un'inchiesta che ha consentito di ricostruire gli assetti di vertice delle famiglie mafiose del Corleonese ma anche dei rapporti con esponenti di vertice dei clan limitrofi. 

I nomi: tra gli altri emerge quello di Carmelo Gariffo, nipote di Bernardo Provenzano. Arrestati anche Bernardo Saporito, due operai forestali stagionali, Vincenzo Coscino e Vito Biagio Filippello, poi Francesco Scianni, Leoluca Lo Bue, Pietro Vaccaro. Già in cella Antonino Di Marco, Vincenzo Pellitteri e Pietro Masaracchia. In cella pure gli omonimi Francesco Geraci.

Agli altri due incensurati di Palazzo Adriano è diretto il provvedimento di libertà vigilata: si erano rivolti agli uomini del clan per uccidere un parente, che ritenevano di troppo nella divisione di un'eredità