++ RPT ++ Bimbo scomparso: sindaco, tutto paese impegnato in ricerche ++ RPT ++A Santa Croce Camerina non si fermano le indagini sull’omicidio del piccolo Loris. A una sola settimana di distanza, spuntano nuove verità, nuove prove, nuove piste: e la posizione della madre s’incrina.

Il piccolo Loris Stival, bambino di 8 anni di Santa Croce Camerina, comune della provincia di Ragusa, non sarebbe mai arrivato a scuola quella fatidica mattina del 29 novembre. A dispetto di quanto dichiarato dalla madre fino a qui agli inquirenti, le telecamere di sorveglianza poste lungo tutto il tracciato viario del paese, non mostrerebbero la donna approcciarsi alla scuola, ma la vedrebbero passare sulla via per il Mulino Vecchio, quella presso la quale il corpo senza vita del piccolo Loris fu poi ritrovato, quello stesso giorno, da un cacciatore.

Alle 08:32, anziché essere a scuola, Loris era infatti in casa, quando pochi minuti dopo rientra anche la madre, che aveva da poco accompagnato a scuola in fratello più piccolo.
Veronica Panarello rimane nella sua abitazione per altri 36 minuti e poi esce, direzione Donnafugata; presso la nota tenuta, la madre ha dichiarato di aver partecipato ad un corso di cucina: alibi confermato, se non fosse per le tempistiche.

Un’autovettura scura viene infatti ripresa nei pressi del vialone che porta al Mulino Vecchio, e poi scompare dalla visuale: in teoria, da quel punto a Donnafugata sono necessari non più di 15 minuti in macchina, proseguendo ad una velocità moderata e costante, ma, secondo un testimone presente al castello, la donna non arriva alle 09:40, bensì per le 09:55, accampando una scusa definita dagli inquirenti come “non richiesta”.

La madre di Loris ha in questi giorni consegnato alla polizia il suo GPS, per fugare i dubbi relativi a quel quarto d’ora in cui non si sa che fine avrebbe fatto, quel quarto d’ora in cui non si spiegherebbe perché ancora non fosse presente a Donnafugata; ma il navigatore è in realtà vuoto, non conterrebbe i dati volti a risolvere il mistero.

Le indagini dunque non si fermano: la polizia ha infatti organizzato un sopralluogo presso il Mulino Vecchio e la zona del noto Castello, per cercare di ritrovare una prova o quantomeno una traccia che possa far luce sull’accaduto. Resta anche da capire, di che natura sia la traccia organica rinvenuta sulle forbicine trovate in casa Stival, che avrebbero lasciato sul bambino una sorta di graffio.

Gli esperti stanno inoltre cercando di valutare, se le note fascette di plastica consegnate dalla madre per mezzo del padre alle maestre del piccolo, siano dello stesso tipo di quelle utilizzate per l’omicidio; sarà poi il medico legale a stabilire inoltre se i segni ritrovati sui polsi di Loris, possano corrispondervi allo stesso modo.

Intanto, la famiglia Stival si stringe intorno al suo avvocato, Francesco Villlardita, l’unica persona autorizzata a parlare con la stampa.
Molte sono le incongruenze nel racconto della sua cliente, una delle quali confermata anche dal fatto che nella via presso la scuola dove la mamma dice di essere passata, i cani della polizia non avrebbero riscontrato alcuna traccia del piccolo Loris.

Autore | Enrica Bartalotta