Salute

Coronavirus: arrivano in Sicilia 40 tonnellate di dispositivi di protezione acquistati dalla Regione

Quaranta tonnellate di dispositivi di protezione sono arrivati in Sicilia: l’aereo-cargo, proveniente dalla Cina, è atterrato lo scorso fine settimana all’aeroporto di Palermo per conto della Regione Siciliana.

Il carico comprende mascherine chirurgiche, guanti, occhiali protettivi, camici, copricapo e gambali, per diversi milioni di pezzi. Tutti i materiali sono subito stati presi in consegna dagli uomini della Protezione Civile regionale, che hanno provveduto a smistarli alle Aziende sanitarie e ospedaliere dell’Isola.

«Appena abbiamo compreso la difficoltà della Protezione civile nazionale nel far fronte alle richieste di tutte le Regioni – spiega il presidente Musumeci – ci siamo mossi per trovare un rimedio e dare risposta a tutti. Ci son volute più di due settimane di lavoro e confesso che fino all’ultimo abbiamo temuto che l’importante acquisto potesse saltare. Nel frattempo, abbiamo avuto contatti anche con aziende siciliane e spero che presto arrivino altri analoghi risultati. Intanto, questo primo materiale sarà distribuito già da subito per garantire tutela e sostegno al personale medico e sanitario impegnato in prima linea nei nostri ospedali. È una iniziativa – conclude il presidente – portata avanti nella leale collaborazione con lo Stato, a cui il mio governo non si è mai sottratto».

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«Non si possono comprendere le giornate passate a cercare nel mondo dispositivi per le nostre strutture sanitarie – ha detto l’assessore regionale alla Sanità, Ruggero Razza. Non abbiamo mai fatto polemica, abbiamo lavorato in silenzio. Oggi sono arrivate le prime 40 tonnellate. Milioni di pezzi. E poi ancora altri in settimana. E poi un altro volo. E poi un altro ancora. È stato doloroso leggere accuse ingiuste, da parte di chi faceva finta di non sapere che non dipendeva da noi. Ho passato la notte insonne ad aspettare le luci del mattino. Di questa esperienza unica mi rimarranno mille ricordi. Ma non è il tempo. Ora è ancora tempo di agire. Senza tregua. Senza guardarsi indietro. Verrà il giorno in cui potremo dire che nella più grande pandemia degli ultimi decenni la Sicilia, tra le sue mille contraddizioni ed eterne difficoltà, ha mostrato il suo volto migliore».

Redazione