Salute

Coronavirus, tutta Italia è zona protetta: i divieti e quello che si può fare

Sono estese a tutta l’Italia le limitazioni agli spostamenti legate al contrasto del Coronavirus, inizialmente previste soltanto per le Zone Rosse dell’Italia. Il nuovo Dpcm rinvia a tutte le disposizioni già pensate per il Nord, incluse due novità: “Sull’intero territorio nazionale – recita la norma – è vietata ogni forma di assembramento di persone in luoghi pubblici o aperti al pubblico”. Inoltre “sono sospesi gli eventi e le competizioni sportive di ogni ordine e disciplina, in luoghi pubblici o privati”.

Vediamo insieme i punti principali

  • Spostamenti. È richiesto di rimanere in casa: si può uscire per andare al lavoro, per ragioni di salute o per necessità (quindi si può tranquillamente andare al supermercato o ad acquistare beni essenziali). Si deve, in ogni caso, essere in grado di provare che ci si sposta per un motivo valido, mediante autocertificazione. Ribadiamo che, dunque, in assenza di un valido motivo per uscire, è richiesto e necessario rimanere in casa.
  • In caso di febbre si raccomanda fortemente di rimanere a casa, contattare il proprio medico e limitare al massimo il contatto con altre persone. Nel caso in cui la persona che telefona lamenti stati di malessere compatibili con la sindrome da COVID-19 ovvero febbre, tosse, problemi respiratori, congiuntivite, bisogna orientarla subito verso il proprio medico curante sconsigliando di recarsi al Pronto Soccorso dove, nell’ipotesi in cui fosse affetto da Coronavirus, potrebbe correre il rischio di propagare il virus. Il collegamento epidemiologico può essere avvenuto entro un periodo di 14 giorni prima o dopo la manifestazione della malattia nel caso in esame.
  • Lavoro. Si può uscire per comprovate ragioni di lavoro (quindi si può andare al lavoro), anche se è consigliato lavorare a distanza, ove possibile, o prendere ferie o congedi.
  • Eventi, cerimonie e spettacoli. Su tutto il territorio nazionale sono sospese tutte le manifestazioni organizzate nonché gli eventi in luogo pubblico o privato, compresi quelli di carattere culturale, ludico, sportivo, religioso e fieristico, anche se svolti in luoghi chiusi ma aperti al pubblico (cinema, teatri, pub, scuole di ballo, sale giochi etc.). Sospese anche le attività dei centri culturali, ricreativi e sociali.
  • Passeggiate e sport all’aperto. Si può scire per passeggiare o per fare sport all’aperto. Si può uscire per svolgere attività motorie all’aperto, ma sempre nel rispetto della distanza dalle altre persone e senza determinare situazioni di assembramento e affollamento.
  • Si possono effettuare consegne a domicilio di cibi, farmaci o altro.
  • Non vi sono limitazioni al trasporto delle merci, di ogni tipo e non vi sono limitazioni al trasporto pubblico.
  • Non vi sono restrizioni alle attività delle farmacie.
  • Negozi e mercati all’aperto. Per quanto riguarda esercizi commerciali e mercati all’aperto e al chiuso, Il Decreto nazionale prevede che siano adottate “misure organizzative tali da consentire un accesso ai predetti luoghi con modalità contingentate o comunque idonee ad evitare assembramenti, nel rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro. Gli esercizi commerciali che per condizioni strutturali non possano garantire la distanza di un metro fra i presenti dovranno essere chiuse. Supermercati, ipermercati e centri commerciali, i giorni festivi e prefestivi devono restare chiusi e nei giorni di apertura devono comunque adottare misure idonee ad evitare il sovraffollamento e garantire la distanza minima di un metro fra i presenti. In assenza di condizioni strutturali idonee, gli esercizi devono essere chiusi.
  • Generi alimentari. Gli esercizi commerciali dediti alla vendita di generi alimentari possono restare aperti anche il sabato e la domenica, garantendo comunque l’accesso limitato al pubblico tale da consentire il rispetto della distanza interpersonale minima.

Redazione