ImmagineRiutilizzare i prodotti di scarto è una buona pratica per chi si sforza di essere il più possibile eco-friendly nella vita quotidiana. Anche quest’anno l’autunno e l’inverno hanno fatto lavorare a pieno regime stufe e caminetti, per tentare di riscaldare ogni stanza della casa, creando un clima accogliente e rassicurante. Bruciato l’ultimo pezzetto di legna, resta un mucchietto di polvere sul fondo del camino, spesso raccolta e gettata nella spazzatura, ma che possiede davvero enormi potenziali di riciclo: basta seguire gli antichi insegnamenti di nonne e bisnonne per trasformare il rognoso lavoro di raccogliere la cenere in un momento di risparmio economico! Essa è un ottimo antigelo per cui, cosparsa sui vialetti e sulle strade in alternativa alla sabbia o al sale, oppure intorno alle ruote dell’auto, favorisce la trazione degli autoveicoli durante i freddi periodi invernali.

LISCIVAInoltre, funge da ottimo detersivo naturale non inquinante: per preparare la celebre lisciva:prendete il quantitativo di cenere desiderato, setacciate bene per evitare pezzi troppo grossi (non utilizzate contenitori di alluminio), aggiungendo acqua per la preparazione che, in proporzione, deve essere 5 volte quella di un bicchiere di cenere. Il miscuglio di acqua e cenere va bollito per 30 minuti, lasciato raffreddare e utilizzato per la pulizia della casa. Accertatevi che il liquido ottenuto si presenti limpido e trasparente prima di versarlo in flaconi di plastica o in bottiglie con spruzzino, aggiungendo per la profumazione qualche goccia di olio essenziale di tea tree o limone. La lisciva è ottima come detersivo sbiancante per bucato a mano (aggiungetene 50 ml al sapone di marsiglia), per il bucato in lavatrice (80 ml di lisciva per ogni lavaggio), ma anche per far splendere i vetri delle finestre e per la pulizia dei pavimenti (basta un tappo o poco più di lisciva nel secchio d’acqua per lavare a terra). E’ sconsigliata però su marmo e legno. L’uso della cenere come fertilizzante è una pratica antichissima, essendo essa un prodotto naturale, conforme al ciclo naturale, ma anche perché apporta al terreno fosforo, potassio, magnesio, calcio ed altri elementi nutritivi, eccetto azoto e zolfo. Difende le colture dalle limacce e dalle chiocciole: basta cospargere i bordi delle aiuole del vostro orto prima che esse inizino ad arrivare e l’allontanamento degli “ospiti indesiderati” è assicurato! Possedendo un PH basico, la cenere è sconsigliata per piante che amano terreni acidi.

CENERE 1E’ un ottimo fertilizzante per le patate, ma crea problemi ad ortensie, camelie, mirtilli che non gradiscono il calcio. Va distribuita sul terreno senza esagerare, anche con un po’ d’anticipo, dato che col tempo non perde le proprietà fertilizzanti. Per lucidare acciaio e alluminio, basterà aggiungere olio d’oliva o di lino alla cenere fino ad ottenere una pasta da spalmare sugli oggetti da lucidare. Tornando alla lisciva, dato che ha l’aspetto dell’acqua, per non confonderla con altri prodotti detergenti di uso domestico ed evitare di essere tratti in inganno dalla trasparenza del colore (si tratta in realtà di un prodotto naturale molto potente), potete aggiungere qualche goccia di colorante alimentare blu in essa prima di stivarla nel reparto detersivi (va benissimo il colorante alimentare blu per dolci).

MELASSA D'UVAStrofinata in piccole quantità su una lavagna bianca che erroneamente è stata scarabocchiata con un pennarello indelebile, rimuove ogni sua traccia o alone, mentre, mescolata con piccole quantità di acqua tiepida o succo di limone, può essere utilizzata su una spugnettaper lucidare l’argenteria. Anche la parte di lisciva che rimane sul fondo della pentola, dopo averla preparata, può essere sfruttata: mettetela su una spugnetta per piatti e l’effetto brillante e igienizzato è garantito! Ma la cenere può essere utilizzata anche in cucina, per preparare la buonissima melassa d’uva, uno sciroppo della stessa densità del miele, derivato dalla bollitura del succo d’uva ottenuto durante la vendemmia a settembre. Per prepararla: lavate 10 kg di uva nera, pressatela per ottenere il succo, aggiungendo, durante la pressatura, filtrando il succo ottenuto dalla pellicina e dai semini tramite un colino a maglie larghe. Mettete a bollire il tutto per un’ora in una pentola antiaderente, stando attenti a non caramellare! Versate la melassa d’uva ancora calda nei barattoli e sterilizzateli a bagnomaria per 10-15 minuti.

Caterina Lenti

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