Probabilmente è capitato anche a voi di interrompervi nel bel mezzo di un racconto, perché avete dimenticato ciò che stavate dicendo, ma vi siete mai chiesti il motivo per cui ciò accade? A spiegarlo potrebbe essere uno studio sull’attività elettrica del cervello, pubblicato su Nature Communications. Secondo Adam Aron dell’Università della California di San Diego, a interrompere il flusso dei pensieri sarebbe lo stesso meccanismo che blocca bruscamente i movimenti (un po’ come accade, ad esempio, quando stiamo per uscire da una stanza e troviamo qualcuno che aspetta davanti alla porta). Il principale responsabile di una interruzione improvvisa delle azioni motorie e forse anche della repentina cancellazione del flusso di pensieri, è  il nucleo subtalamico (piccola formazione di neuroni che si trova nel diencefalo).

Nel corso dello studio, 20 volontari sani e 7 malati di Parkinson sono stati sottoposti a un compito di memoria di lavoro: tenere a mente una stringa di caratteri. Mentre i volontari cercavano di tenere a mente le lettere, hanno udito suoni monocordi. In alcune occasioni, le note sono state sostituite dal cinguettio improvviso di un uccellino, uno stimolo che spiazzava i protagonisti. L’attività elettrica cerebrale durante il suono improvviso è apparsa simile a quella tipica delle interruzioni improvvise del movimento: ad essere coinvolto era proprio il nucleo subtalamico. Più questa struttura lavorava, più era difficile, per i soggetti, riportare la mente alla stringa di lettere.

«Quello che abbiamo dimostrato finora – dicono i ricercatori – è che gli eventi inaspettati coinvolgono lo stesso circuito cerebrale che usiamo per bloccare deliberatamente le nostre azioni; questo meccanismo sembra influenzare il grado con cui questi eventi influiscono sui flussi di pensieri che avevamo (prima di essere interrotti)».