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L’Archeoclub “Aidone-Morgantina” invita tutti coloro che hanno a cuore la tutela del patrimonio archeologico, cittadini aidonesi e non, a partecipare in Aidone alla giornata dedicata alla protesta civile per la
 
“Tutela degli Argenti di Morgantina”
 
L'evento si svolgerà in coincidenza con la "Giornata Nazionale dell'Archeologia, del Patrimonio Artistico e del Restauro".
Inoltre trattandosi della prima domenica del mese non si pagherà il biglietto per visitare il Museo , sede degli Argenti, 
e l' area archeologica di Morgantina.
 
L’Archeoclub in collaborazione con vari gruppi e associazioni proporrà iniziative per animare la giornata.
 
 
 
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Gli argenti, noti come il “Tesoro di Morgantina”, costituiscono il più importante insieme conosciuto di oreficeria proveniente dalla Sicilia ellenistica. Trafugati nel 1980 dai tombaroli dal sito della città siculo ellenistica, furono venduti a Robert Hecht, il maggiore ed impunito trafficante di antichità di tutti i tempi, il quale li cedette, nel periodo 1981/1984, al Metropolitan Museum di New York.
Nel 1987 l’archeologo prof. Malcolm Bell III – da anni direttore degli scavi nel sito siciliano di Morgantina – avendo riconosciuto in quegli argenti l’oggetto dello spettacolare rinvenimento clandestino di cui si parlava ad Aidone qualche anno prima- ne informò le autorità italiane.
La battaglia per la restituzione del tesoro di Morgantina, protrattasi per oltre vent’anni, si concluse solo nel 2006 quando Philippe de Montebello, direttore del Metropolitan, sottoscrivendo l’accordo con la Repubblica Italiana, si impegnò a restituire gli argenti, imponendo come contropartita la clausola del prestito periodico quarantennale.
Sulla scorta di tale accordo, il tesoro dovrà essere “prestato” per quattro anni al Metropolitan e quindi rimpatriato. Dopo i successivi quattro anni, il ciclo prestito/rimpatrio riprenderà e continuerà per i prossimi quarant’anni. Di certo tali ripetuti viaggi non potranno non danneggiare i delicati manufatti; inoltre, la loro lunga assenza priverà il Museo archeologico di Aidone, dove sono esposti dal 3 dicembre 2010, di preziosi reperti che studiosi e visitatori anelano di vedere ed ammirare.
Per ovviare a tale situazione, si denuncia l’accordo siglato dal governo italiano dell’epoca per impedire che inizi il ciclo prestito/rimpatrio rimarcando che il Metropolitan Museum, acquisendo gli argenti da un trafficante, commise a sua volta il reato di ricettazione.
Ed un reato non può sottostare ad un accordo che abbia il crisma della legalità.
 
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