Dirompente lo spettacolo “Giulio Cesare” di Nicola Alberto Orofino, andato in scena ieri sera e che ha raccontato a tratti anche con reale crudeltà: la politica, l’Italia, le donne e, la mancanza di parità che esiste ancora nel nostro Paese – tra i due sessi – in tutti i settori della vita pubblica. Un’opera che ha davvero impressionato il pubblico presente dall’inizio alla fine della rappresentazione. In primo piano dicevamo le donne – donne che hanno saputo interpretare ruoli maschili con grande professionalità.

 

Stasera alle 19,30 – sul palcoscenico di Segesta sarà di scena invece il dramma della conoscenza: “Edipo Re” – amato sovrano di Tebe e uomo vinto dalla fatalità, che insegue una verità che alla fine incastra se stesso. “Edipo Re” – di Sofocle – sarà rappresentato dalla compagnia “La Bottega del Pane” – Regia di Cinzia Maccagnano.

Teatro Antico31 agosto, ore 19.30

EDIPO RE

Da Sofocle – Drammaturgia e regia:CINZIA MACCAGNANO

Con: Dario Garofalo, Cinzia Maccagnano, Luna Marongiu, Cristina Putignano, Raffaele Gangale

Scene e costumi: Monica Mancini

Musiche a cura di:Lucrezio de Seta

Assistente alla regia:Marta Cirello

Produzione:La Bottega del Pane

 

 

Tutto questo in attesa del debutto di domani sera dello spettacolo “All’Ombra di Enea” – firmato da Francesco Puccio. Sul palcoscenico del Teatro Antico di Segesta, il mito di Enea e di Afrodite (dea della bellezza) e la sua avventurosa storia raccontata da Virgilio nell’Eneide. “All’Ombra di Enea” è curata dalla compagnia “Antico fa testo” e TaleaTeatro.

Nato nel 2010 nel Centro di Studi Antropologici sul Mondo Antico dell’Università di Siena,diretto da Maurizio Bettini, da un’idea di Francesco Puccio, dottore di ricerca, regista e scrittore,con la consulenza scientifica di Donatella Puliga e Simone Beta, “l’Antico fa testo” ha ottenuto dal 2014 il patrocinio del MIUR, dando vita così ad un percorso di laboratori di formazione teatrale e drammaturgica in numerosi Istituti scolastici e Università italiani. Da questa esperienza e dalla riflessione che ne consegue sull’antropologia teatrale e sulla valorizzazione del patrimonio storico-artistico nazionale, si muove anche il percorso della Compagnia che, a partire da un’indagine sul mito, affronta i temi del mondo moderno, in una prospettiva di ricezione continua e consapevole dell’antico nella contemporaneità.

Teatro Antico1 settembre, ore 19.15

ALL’OMBRA DI ENEA

Regia e drammaturgia: Francesco Puccio.

Coreografie: Claudia Lo Casto.

Musiche: Ernesto Tortorella.

Scenografie: Erica Taffara

Organizzazione: Gianni Bozza

In scena: TaleaTeatro (Gianni Bozza, Roberta Righetto, Erica Taffara, Barbara Zoletto) e Antico fa

testo (Carlo Bernardini, Germana Di Marino, Claudia Lo Casto, Alessandra Ranucci, Rosario

Volpe).

 

Note:

Ad ogni uomo il suo destino. Quello di Virgilio è stato celebrare la gloria di Roma nei suoi versi. Ma perché proprio lui, il cantore delle piccole cose di un mondo rurale che andava scomparendo?
«È nelle piccole cose che si nascondono i grandi uomini» gli risponde, in una mite serata di settembre, Mecenate nel tentativo di convincerlo a intraprendere l’impresa che lo impegnerà fino alla morte. Virgilio non ha scelta, non gli è concesso un rifiuto: è lo stesso Augusto, infatti, a volere che i suoi versi celebrino la gloria di Roma e la forza del suo pacificatore. Il princeps, ormai provato dagli anni e dalle guerre, spera di trovare nell’Eneide il significato più profondo delle sue vittorie ora che incombe su di lui la morte e con essa il giudizio severo dei posteri.  La stesura dell’Eneide assorbirà ogni energia di Virgilio, che sotto lo sguardo di Plozio Tucca (è a lui che gli antichi attribuiscono la pubblicazione del poema, dal momento che l’autore avrebbe voluto distruggerlo) reinventa un genere letterario, arricchendo i versi con l’unico artificio retorico che non è possibile insegnare: la vita.  È questa dunque la principale ragione del successo dell’Eneide: la capacità di parlare anche alle generazioni future.

D’altronde il mare che gli esuli troiani attraversano in cerca di ospitalità è lo stesso in cui oggi, a distanza di oltre duemila anni, si decide il destino di milioni di migranti. Non sempre, purtroppo, con esiti positivi.

 

 

 

 

 

 

Venerdì prossimo 2 settembre il “Calatafimi Segesta Festival Dionisiache 2016”, si sposta a Calatafimi – la Chiesa Madre S. Silvestro Papa, ospiterà un concerto per organo. Maestro concertatore sarà: Diego Cannizzaro.

Il concerto inizierà alle 21,00.

Protagonista assoluto l’organo di Alessandro Giudici (1888) tornato a far sentire la sua voce dopo un lungo restauro e che sovrasta la navata centrale della Chiesa Madre di Calatafimi Segesta.

L’evento è organizzato dagli Amici della Musica di Cefalù “Salvatore Cicero

 

 

 

Teatro Antico – 3-4 settembre, ore 19.15

ELETTRA

di Hugo Von Hofmannsthal

Spettacolo sostenuto dal Calatafimi Segesta Festival Dionisiache 2015.

Spettacolo vincitore del premio “Attilio Corsini”, rassegna “Salviamo i talenti” 2016.

Regia ed elaborazione drammaturgica:GIULIANO SCARPINATO

Con:

Giulia Rupi, Elena Aimone, Eleonora Tata, Lorenzo Bartoli, Raffaele Musella, Francesca Turrini, Valentina Virando, Anna Charlotte Barbera, Elio D’Alessandro, Daniele Sala

Musiche:Elio D’Alessandro

Movimenti scenici:Daniele Sala

Costumi:Dora Argento

Produzione:Wanderlust Teatro

 

Note:

La storia di Elettra appartiene al mito ma, attraversando indenne i millenni, giunge con forza immutata sotto ai nostri occhi. Pugno nello stomaco, lama che affonda, Hugo Von Hoffmansthal la racchiude nel tempo compresso di un atto unico: il risultato è un’incalzante successione di inquadrature cinematografiche, un «thriller dell’anima» dal ritmo forsennato.

Figlia di Agamennone, padre amatissimo ed eroe della guerra di Troia, Elettra vive per vendicarne l’ignobile assassinio perpetrato dalla madre Clitennestra e dall’amante di lei, Egisto.

Nella casa dei due usurpatori, Elettra si aggira come una cagna selvatica, con gli occhi bassi e la lingua affilata, vegliando giorno dopo giorno sul luogo dove il padre è caduto sotto la scure.

Nessuno riesce a strapparla al suo dolore muto e forsennato: non la sua giovanissima sorella, Crisotemi, che non vorrebbe altro che dimenticare per provare a essere felice, costruendo una vita ‘normale’, da moglie, magari da madre; non la tormentata Clitemnestra, che, pur vedendo vivo e presente il fantasma del marito negli occhi della figlia, proprio in lei cerca conforto e riparo da una vita d’angoscia e di paura. A turbare i sonni della regina è il ritorno di Oreste, il figlio allontanato dal palazzo in giovane età: un sogno le ha predetto la morte per mano sua.

Ed è proprio in un sogno, un doppio sogno, che sembra compiersi, fatale, la vendetta dei figli di Agamennone. Quando, alla fine del dramma, Elettra si accascia a terra senza vita, come un animale stremato, consumata dall’ossessione di ricongiungersi al sangue del padre, si ha infatti quasi l’impressione che tutto sia avvenuto solo entro il labirinto delle sue fantasie, in un instabile equilibrio tra verità della carne e inganno della mente degno dell’inquietudine di un film di David Lynch.

Spettacolo creato (nella precedente edizione 2015) in esclusiva per

 

 

Teatro Antico4 settembre, ore 19.00

PREMIO DI DRAMMATURGIA CENDIC–SEGESTA

(2a Edizione)

Proclamazione e Premiazione del testo vincitore.

Giuria:

Carmelo  Grassi  Presidente Teatro Pubblico Pugliese

Marcantonio Lucidi  Critico Teatrale

Manuela Mandracchia Attrice

Orazio Torrisi Produttore e regista teatrale

Veronica Cruciani, Regista

Maria Letizia Compatangelo, Presidente CENDIC

Note:

Il Centro Nazionale di Drammaturgia Italiana Contemporanea(Cendic), in collaborazione con il Comune di Calatafimi-Segesta, il Calatafimi-Segesta Festival le Dionisiache 2016e il Centro Teatrale Meridionale di Locri indice la seconda edizione del Premio Cendic-Segesta dedicato alla drammaturgia italiana contemporanea, con la partecipazione del Teatro di Roma e delle Biblioteche di Roma.

Il premio ha l’intento di favorire la promozione e la diffusione della scrittura teatrale e della lingua nazionale.

L’edizione 2016 ha per tema il mito e ad esso tutti i lavori devono liberamente ispirarsi, con particolare riferimento all’opera di Robert Graves.