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C’è tutta l’anima della Sicilia nelle parole di Aurora Quattrocchi ai David di Donatello 2026. L’attrice palermitana, 83 anni, conquista il premio come migliore attrice protagonista per il film “Gioia Mia” di Margherita Spampinato e regala alla platea uno dei momenti più autentici, calorosi e travolgenti dell’intera serata andata in scena al Teatro 23 di Cinecittà, in diretta su Rai1.

Con la sua energia irresistibile, tra emozione e ironia, Aurora Quattrocchi, detta “Rori”, è salita sul palco accolta da un lungo applauso. Il suo primo pensiero è andato agli affetti più cari, quelli che hanno sempre creduto in lei, anche prima di questo importante riconoscimento.

“Una dedica speciale al mio caro amico Domenico Ceramitaro che me l’aveva previsto da almeno un anno, ma non ci potevo credere. E poi al mio meraviglioso figlio Attilio Lenzi che ha sempre tifato per me, ci ha sempre creduto e sarà felicissimo!”.

Rori Quattrocchi, ancora incredula per la vittoria, ha, poi rivolto, un appello emozionato e pieno d’amore per il grande schermo: “Io mi auguro che il cinema possa avere sempre, sempre più successo e meraviglia e fantasia e gioia e gioia mia…non deve finire mai. E che riaprano le sale cinematografiche belle grandi così come questa, che non se ne può più di quelle salette migragnose dove il film non viene visto. Bastaaa!”

Parole spontanee, piene di vita, che in pochi minuti hanno conquistato il pubblico in sala, diventando uno dei passaggi più commentati della 71ª edizione dei David. Non soltanto per la simpatia e la forza espressiva dell’attrice siciliana, ma anche per quel messaggio appassionato dedicato al futuro del cinema italiano.

Aurora Quattrocchi, infatti, ha trasformato il suo premio in un vero atto d’amore verso il grande schermo. Difende la magia della sala cinematografica, quella vissuta insieme al pubblico, nelle grandi sale che esaltano davvero la visione di un film. Un appello sentito, arrivato in un momento delicato per tutto il settore audiovisivo.

@rairadio2 “Mi auguro che il cinema possa avere sempre di più successo e meraviglia, successo e gioia.” ✨ Aurora Quattrocchi vince il premio come Migliore Attrice protagonista per Gioia Mia ai #David71 ♬ audio originale – RaiRadio2

Il successo di “Gioia Mia”

Il David conquistato da Aurora Quattrocchi arriva grazie a “Gioia Mia”, opera prima della regista Margherita Spampinato. Il film racconta il confronto tra un bambino moderno e una zia siciliana molto rigida e religiosa. Una storia intensa che mette insieme famiglia, tradizione, differenze generazionali e cambiamento.

La pellicola si rivela una delle grandi sorprese dei David di Donatello 2026. Non solo ottiene il premio per il miglior esordio alla regia, ma conquista anche il riconoscimento per la migliore attrice protagonista.

Aurora Quattrocchi supera così interpreti amatissime come Valeria Bruni Tedeschi, Anna Ferzetti, Valeria Golino, Barbara Ronchi e Tecla Insolia.

Una Sicilia che continua a emozionare

Originaria di Mattuglie, in Istria, ma figlia di genitori palermitani, Aurora Quattrocchi è cresciuta a Palermo, città che ha segnato profondamente il suo percorso artistico. Proprio nel capoluogo siciliano debutta a teatro nel 1974 con “Attore con la O chiusa” di Franco Scaldati.

Da allora Palermo è rimasta il cuore della sua identità artistica, anche negli anni in cui la sua carriera l’ha portata sui palcoscenici di tutta Italia. Oggi il prestigioso riconoscimento cinematografico, consegnato direttamente da Raoul Bova.

Nel corso della sua lunga carriera teatrale, Aurora Quattrocchi ha lavorato accanto a grandi nomi della scena italiana e internazionale come Luigi Maria Burruano, Giacomo Civiletti, Massimo Verdastro, John Turturro, Moni Ovadia e Roberto Andò. Ha calcato alcuni dei teatri più importanti del Paese, dal Teatro Carignano di Torino al Piccolo Teatro e al Teatro dell’Elfo di Milano, passando per il Teatro Argentina di Roma e i teatri San Ferdinando e Mercadante di Napoli.

Il debutto al cinema arriva nel 1989 con “Mery per sempre” di Marco Risi. Da quel momento prende parte a numerosi film diventati punti di riferimento del cinema italiano, tra cui “Malèna” di Giuseppe Tornatore, “I cento passi” di Marco Tullio Giordana, “Nuovomondo” di Emanuele Crialese, “Anime nere” di Francesco Munzi e “Nostalgia” di Mario Martone.

Il David di Donatello 2026 assume però un significato particolare. Non è un premio alla carriera, ma il riconoscimento per una singola interpretazione, intensa e attualissima, arrivata a 83 anni in un film d’esordio. Un risultato che rende ancora più significativa la sua vittoria, ottenuta davanti a interpreti di generazioni molto più giovani.

Per la Sicilia, il successo di Aurora Quattrocchi ha anche un valore simbolico. Sul palco dei David porta il talento, la forza e l’autenticità di un’artista capace ancora oggi di emozionare il pubblico con naturalezza.

Il suo discorso resta uno dei momenti più belli della serata. Sincero, diretto, profondamente umano. Un invito a non perdere la meraviglia del cinema e la magia della visione condivisa.

Ed è forse proprio questa la forza di Aurora Quattrocchi: riuscire a parlare di cinema come si parla della vita, con verità, cuore ed entusiasmo.

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