Sarà la Compagnia Banned Theatre di Catania a portare in scena domani sera al teatro Antico di Segesta alle 19.15 – “Lysistrata –  adattamento di Valentina Ferrante che assieme a Micaela De Grandi, firma la Regia. “Lysistrata” si basa su una insolita vicenda ideata dal commediografo greco Aristofane.

Un appuntamento da non perdere per tutti gli appassionati della Commedia Greca, ma anche per quanti intendono conoscere ed apprezzare più da vicino un genere che certamente fin dalla notte dei tempi è attualissimo. Il sesso motore del mondo, spesso diventa oggetto di discussione e confronto. “Lysistrata” pur essendo un testo dell’antica Grecia, diventa un testo attualissimo.

La Commedia sarà interpretata da: Giovanna Criscuolo, Micaela De Grandi, Valentina Ferrante, Federico Fiorenza, Massimiliano Geraci, Giovanni Rizzuti.

 

 

Teatro Antico16 agosto, ore 19.15

 

LYSISTRATA

Adattamento da Aristofane di Valentina Ferrante

Regia:VALENTINA FERRANTE, MICAELA DE GRANDI

Con:Giovanna Criscuolo, Micaela De Grandi, Valentina Ferrante, Federico Fiorenza, Massimiliano Geraci, Giovanni Rizzuti.

Musiche:Luca Mauceri

Elementi di scena: Michele De Grandi, Simona Ferrante

Costumi: Nunzia Capano

Assistente alla regia:Roberta Andronico, Luigi Nicotra

Produzione: BannedTheatre

 

 

 

Note:

Il sesso è motore del mondo: Lysistrata ne è convinta ed è questa sua convinzione che la porta a mettere in atto uno stratagemma creativo e surreale. Tutte le donne dovranno astenersi dall’avere rapporti sessuali con i mariti finché la guerra del Peloponneso non sarà cessata. Sono infatti le donne, le madri, le prime a sentir il bisogno di ribellarsi alla guerra e al suo spreco di vite: «In realtà la guerra è più un affare da donne, perché esse ne sopportano il peso due volte: partoriscono i figli con dolore, li allevano con tanto amore e poi li vedono andare via a fare i soldati!»:  Ma, nel tentativo di rovesciare le regole della società maschilista del tempo, Lysistrata è in fondo costretta a confermarle e, a conti fatti, sembra che il potere decisionale delle donne rimanga legato tristemente ed esclusivamente al sesso. Purtroppo lo sciopero di queste donne porterà soltanto a un’uguaglianza e a una pace provvisorie.

Banned Theatre propone un divertente adattamento della famosa commedia di Aristofane e affronta con spirito il tema della parità dei sessi, attribuendo a entrambi pregi e difetti in egual misura

2016”.

Spettacolo creato in esclusiva per

 

 

Mercoledì sera alle 19,30 tutti al Teatro Antico invece l’appuntamento  con le

GESTA DELL’ORLANDO FURIOSO NARRATE DA BRUNELLO!

Scritto da Salvo Piparo a firmare la Regia:LUIGI MARIA BURRUANO

Musiche: Marco Betta

In scena: SALVO PIPARO, Costanza Licata, Irene MariaSalerno

Note:

Pupi alti e finemente decorati si muovono sulla scena, accompagnati dal ritmo incalzante delle percussioni, da un pianoforte dolce e dal personalissimo cunto, narrato d’un fiato, tratto da un  canovaccio di Salvo Piparo, Pupiata di Zucchero.

Quello che va in scena è un racconto epico di gesta moderne,un poema che mescola presagi ingannevoli e pura follia: uno spettacolo scritto e interpretato da Salvo Piparo con la regia di Luigi Maria Burruano, finissimo puparo.

Salvo Piparo è accompagnato dal mezzo soprano Costanza Licata, nel ruolo di Angelica, e dall’elegante pianoforte di Irene Maria Salerno che guida gli spettatori da un quadro all’altro tenendoli per mano. Un’antica storia d’amore e guerra, raccontata per bocca di Brunello, vecchio personaggio panormita protagonista del racconto: Brunello vende pupaccene vestiti da paladini di Francia, immobili e perennemente sorridenti,ma riuscirà a dar loro vita attraverso la propria fantasia, alimentandoli dei suoi ricordi di venditore di zucchero e sogni.

Uno spettacolo divertente e colto che racconta, in modo volutamente infedele,una delle più grandi favole della letteratura moderna occidentale agganciandola però alla realtà: gli eroi di Ariosto diventano visionari senza senno che chiedono consiglio a una luna piena di ricotta come un biscotto di San Martino, Angelica una donna dai discutibili costumi e Medoro un amante instancabile e cocciuto.

Teatro Antico19-20-21 agosto, ore 19.30

 

MISURA PER MISURA

Di W. Shakespeare

 

Regia:GRAZIANO PIAZZA

Con: Ivan Alovisio, Alessandra Fallucchi, Clara Galante,Viola Graziosi, Sergio Mancinelli, Franco Mirabella, Graziano Piazza

E con gli attori del corso di perfezionamento del Teatro di Roma:Paride Cicirello, Arianna Di Stefano, Pietro Masotti, Stefano Scialanga, Jacopo Uccella.

E gli allievi dell’ Accademia d’Arte del Dramma Antico di Siracusa

Chiara Cianciola,  Antonino Cicero Santalena, Alessandro Di Feliciantonio, Clara Ingargiola,

Riccardo Rizzo, Noemi Scaffidi, Vittoria Scuderi, Giacomo Lisoni

 

Traduzione e adattamento: Graziano Piazza

Supervisione ai costumi:Maria Alessandra Giuri

Scenografie sonore:Arturo Annecchino

Assistente alla regia:Antonietta Bello, Delfina Balistreri

Direzione organizzativa: Rossella Compatangelo

Produzione:Il Carro Dell’orsa

 

Note:

Festeggiare i quattrocento anni della morte del Bardo con questo capolavoro vuol dire mettere al centro l’uomo, le sue contraddizioni, stimolarlo a conoscersi. Qual è quella Misura che ci fa render conto di cosa siamo? Attraverso il ‘mistero’ di questa pièce, che lenta attraverso la notte si muove verso il lieto fine, scopriamo il succo della ‘commedia umana’, di oggi e di sempre restiamo attoniti, turbati.

Una tragicommedia, quindi, provocatoriamente sempre in cerca di un equilibrio ma sempre in bilico, che pone continue domande sulla nostra ‘misura’, sulla posizione che assumiamo nei confronti dell’altro, del diverso da noi, di ogni tentativo di società. Le risposte faticano ad arrivare ma, tra le polarità, i contrasti e le contraddizioni, si individua, finalmente, quella ‘Misura per Misura’ che regala la speranza d’un lieto fine, almeno sulla scena.

Spettacolo creato in esclusiva per

 

Al Teatro Antico – il 20 agosto alle ore 05.00 – GIUSEPPE PAMBIERI, sarà insieme al pubblico di Segesta per l’ultima ALBA in programma

In CENTOMILA,UNO,NESSUNO

La curiosa storia di Luigi Pirandello

 

Scritto e diretto da GIUSEPPE ARGIRÒ  –  Produzione:Teatro della città

Note:

Un viaggio ironico e appassionato nel multiforme universo dello scrittore siciliano, un ritratto inedito disegnato attraverso le figure più significative della sua vita, attraverso le sue opere e il suo pensiero.

«Una notte di giugno caddi come una lucciola sotto un gran pino solitario in una campagna d’olivi saraceni affacciata agli orli d’un altipiano d’argille azzurre sul mare africano»:così Pirandello descrive l’inizio del suo «involontario soggiorno sulla terra». E sulla scena Pirandello guarda vivere quei suoi personaggi in cui ha messo pezzetti di sè che riannodano i fili segreti e misteriosi della sua biografia.

La drammaturgia rivela l’uomo Pirandello attraverso le parole dei suoi personaggi, attraversando narrativa, poesia e teatro: da Il fu Mattia Pascal al Padre dei Sei personaggi, dall’Enrico IV a Laudisi del Così è (se vi pare), a Leone Gala de Il giuoco delle parti, fino a L’uomo dal fiore in bocca.I temi dell’amore, della follia, della morte, del tragico emergono dalle parole dei diversi personaggi pirandelliani e parlano di qualcosa che è sempre attuale.

La scena, così come la vita,«non conclude»: è proprio questo ciò che rivela l’incontro fra Ilse e Cotrone vicino all’olivo saraceno, dove tutto ebbe inizio ma non una fine.

 

Teatro Antico23 agosto, ore 19.15

 

PHAEDRA

di Alberto Bassetti

Regia:GIOVANNI ANFUSO

Con:

LILIANA RANDI, Angelo D’Agosta

Impianto scenico:Alessandro Chiti

Costumi:Riccardo Cappello

Musiche:Nello Toscano

Note:

La Phaedra presuppone il celebre modello euripideo dell’Ippolito, di una tragedia perduta di Sofocle e della quarta delle Heroides ovidiane: tratta dell’incestuoso amore di Fedra per il figliastro Ippolito e del drammatico destino che si abbatte sul giovane, restio alle seduzioni della matrigna, la quale, per vendetta, ne provoca la morte denunciandolo al marito Teseo, padre di Ippolito.

In questa occasione non si ricorre all’uso del deus ex machina per mezzo del quale solitamente si aveva la risoluzione pacifica del dramma (il lieto fine) oltre che la giustificazione del Male compiuto nell’azione. Questo perché la presente rilettura ci offre uno spaccato di vita (chiamarla quotidiana sarebbe un po’ troppo azzardato) nella quale non c’è né rimedio né soluzione alle atrocità commesse. I personaggi sono, in questo senso, comunque condannati: Fedra è inevitabilmente destinata al suicidio, in preda al rimorso per l’incesto col figliastro Ippolito. Nella piece domina insomma incontrastato l’irrazionale e il Male.

Le anime malate che Bassetti rappresenta sembrano inoltre aver perduto una volta per sempre il senno, ovvero la ragione, senza la quale il mondo sembra essere diventato preda di ombre e di mostri in completa balìa del Male e delle forze dell’inferno.

Un gioco di ritmi serrati, segnati da frequenti ribaltamenti e colpi di scena; nel pieno rispetto della Tradizione, una visione comunque nuova e stilisticamente più contemporanea del grande Mito.