La vicenda che vi riportiamo, accaduta a Enna, dimostra che il concetto di violenze in famiglia può avere più di una interpretazione. Il Tribunale ha condannato, ratificando un patteggiamento di 4 mesi (pena sospesa), una moglie per lesioni aggravate ai danni del marito. Dietro l'aggressione dei motivi decisamente banali, legati all'uso da fare di un divano.

La donna, poco più che cinquantenne, avrebbe ferito al labbro superiore il coniuge e gli avrebbe rotto due dita, oltre ad averlo minacciato di morte, dicendo che gli avrebbe "piantato in testa un chiodo". La coppia è attualmente separata di fatto.

Il marito, nel corso di una discussione, avrebbe detto alla consorte di voler buttare via un divano, ma la reazione della moglie ha superato ogni immaginazione, provocando all'uomo 20 giorni di prognosi. I medici di Enna hanno diagnosticato una "infrazione corticale ossea alla base della falange del quinto dito della mano destra e versante interno labbro superiore destra". L'accusa di lesioni è aggravata dai futili motivi e anche dal fatto che la vittima è coniuge del "colpevole".