01Eraclea Minoa fu un antica città della Sicilia sud-occidentale, che, secondo Erodoto, venne fondata dagli abitanti di Selinunte, nell’odierno territorio di Cattolica Eraclea, al confine col fiume Platani.

Secondo la tradizione, il suo toponimo deriverebbe dalla fusione di due termini che racconterebbero le origini e la storia della città; venne infatti chiamata ‘Eraclea’ in onore di Eracle, un eroe semidio della mitologia greca (conosciuto ai più come Ercole), e ‘Minoa’ da Minosse, il re cretese che, secondo la leggenda, avrebbe inseguito Dedalo fino in Sicilia, nel tentativo di punirlo per l’aiuto dato ad Arianna e a Teseo, entro le mura del noto labirinto da lui stesso costruito; si dice che Minosse trovò la morte proprio in queste zone, per mano del re sicano Cocalo.
Intorno alla fine del VI secolo a.C., Eraclea Minoa passò sotto l’egida dell’antica Agrigento (Akragas), e con la fine della Prima Guerra Punica finì, nel 409 a.C., sotto il controllo dei Cartaginesi e poi nuovamente dei Greci, che se la contesero fino all’arrivo dei Romani, nel III secolo a.C.
Divenne così colonia del pretore Publio Rupilio, che la abbandonò nel I secolo a.C.

Gli scavi archeologici che vennero intrapresero in quest’area a partire dal 1950 portarono alla luce numerosi reperti di interesse storico, tra cui anche un’importante emissione monetaria che sembrerebbe indicare la presenza di un culto dedicato ad Eracle.
In questa zona, sita nel cuore della provincia di Agrigento, numerose sono soprattutto le strutture che svelano la caratteristica quanto unica formazione urbanistica della città. Primo fra tutti è l’imponente Teatro Greco costruito alla fine del V secolo a.C.; la sua cavea, composta da nove settori a dieci gradoni, si apre verso il Mare Mediterraneo.

Il quartiere delle abitazioni, edificato alle sue spalle, fu eretto secondo il cosiddetto impianto ad ‘insulae’, ovvero su linee parallele che formavano dei veri e propri quartieri o aree in cui sorgevano gli abitati, e da cui si dipartivano le vie secondarie che conducevano al decumano principale. Particolarmente visibile è anche l'Antiquarium, una zona che potremmo definire museale, in quanto raccoglie e custodisce una serie di reperti ceramici e statuette votive risalenti alla zona delle abitazioni e alla necropoli. Ancora in parziale stato di conservazione, si trova la cinta muraria costruita tra la fine del VI e la fine del IV secolo a.C. Lungo la sua struttura, di circa 6 chilometri, è possibile scorgere ancora, in zona di Nord-Est, otto torri a pianta quadra.

Autore | Enrica Bartalotta