Foto di Charley FazioMonreale è una delle città più popolose di Sicilia. Sito nella provincia di Palermo, è il sesto comune italiano per estensione.

Si presume che la città sia sorta sui resti di un antico insediamento arabo, formatosi alle pendici del monte Caputo, a 300 metri circa sul livello del mare. Leggenda vuole infatti che nel 1171, la Madonna apparve in sogno a re Guglielmo II detto il Buono, al quale indicò il punto in cui era stato sepolto un immenso tesoro; con quel bottino, Guglielmo II avrebbe dovuto edificare un tempio in sui onore: fu così che nacquero il Duomo, il Palazzo Arcivescovile e il Castellaccio.
Successivamente, il sovrano dispose che a guida della Matrice vi fossero cento monaci provenienti dalla Badia di Cava, con a capo l'abate Teobaldo; il 20 marzo 1176, l'abate Teobaldo ricevette il titolo di “Signore della Città”. Sei anni più tardi, il Santuario di Monreale fu insignito dello status di “Cattedrale Metropolitana”.

La costruzione religiosa costituisce infatti uno dei monumenti più significativi della città. Venne realizzato tra il 1172 e il 1176 secondo uno stile composito che rimanda a diversi edifici, sia di costruzione nordica, che araba; di particolare pregio, è l’abside decorato a mosaico dorato, raffigurante il Cristo Pantocreatore, che risale all’epoca della costruzione, così come il chiostro quadrangolare, decorato con incisioni tipiche dell’arte araba, ma anche forme e sculture mutuate sia dall’arte provenzale che da quella classicista, molto in voga nell’area di Salerno. Il porticato invece è stato edificato nel XVIII secolo; di particolare interesse sono anche i portali bronzei di stile romano. Tra gli interni, è necessario segnalare le cappelle di gusto barocco, tra le cui spicca quella del Santissimo Crocifisso, composta da 228 colonne gemine, ognuna delle quali presenta una decorazione differente, su cui campeggiano capitelli elaborati che sorreggono archi d’ispirazione araba.

Tra gli altri edifici religiosi ricordiamo la settecentesca chiesa dedicata alla Madonna delle Croci, e la Chiesa del Monte, decorata con stucchi dello scultore e decoratore palermitano, Procopio Serpotta.
L’altro elemento simbolo della città di Monreale, è sicuramente il Castellaccio, detto anche Castello di San Benedetto, unico esempio di struttura fortificata e monastero della Sicilia Occidentale. Venne eretto nel XII secolo ad opera di Guglielmo II, ad un’altezza di ben 766 metri. La struttura, di tipo arabo-normanna, resistette ad importanti attacchi e rivolte; nel Medioevo, faceva infatti parte di una rete di fortilizi posti a difesa e controllo del territorio isolano. Nel 1393, fu dimora del re Martino I ma la sua decadenza iniziò subito dopo, nel XVI secolo. L’imponente struttura a pianta rettangolare, occupa una superficie di 2295 m²; si pensa che fosse disposta su due piani, e che potesse sorgere sugli antichi resti di un abitato arabo. Nel 1898, l’architetto Giuseppe Patricolo si occupò di restaurarne le parti danneggiate, restituendo così il Castellaccio alla cittadinanza. Nuovi lavori di restauro, avviati nel 1996, hanno permesso anche di raggiungere le torri di Nord-Est e Nord-Ovest.

Una curiosità: a Monreale è custodita l’unica zampogna a chiave della Sicilia, ritenuta la più grande di tutto il Sud d’Italia. La zampogna a chiave viene infatti utilizzata ancora oggi, presso la città di Monreale, per le celebrazioni del Natale; a partire dall’Immacolata, i pochi zampognari del territorio, percorrono infatti le strade della città per suonare, in forma privata, nelle botteghe o nelle abitazioni che lo richiedano, le novene del Natale.
Presso l’Antico Forno, viene prodotto il famoso ‘pani ri Murriali’, realizzato ancora oggi secondo i metodi tradizionali che lo hanno reso prodotto agroalimentare tradizionale tipico di Sicilia.

Autore | Enrica Bartalotta

 

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