Tante volte avrete letto e vi sarete sentiti dire che pubblicare foto dei bimbi su Facebook è pericoloso. Se qualcuno di voi, incurante, lo fa ancora, forse è il caso di sapere che il 50% del materiale foto e video rintracciato sui siti pedopornografici viene scaricato dai social network. Il dato sorprendente proviene da una ricerca investigativa condotta dall’Australia’s new Children’s eSafety Commissioner e riportata da Il Fatto Quotidiano.

Genitori, zii, nonni, fratelli e amici caricano senza pensarci troppo su foto e video di bambini al mare, che passeggiano, che giocano. Attimi di vita normalissima. Ma un investigatore della summenzionata organizzazione ha raccontato – dato molto triste – di un sito web con almeno 45 milioni di immagini di cui oltre la metà sembrava essere acquistata direttamente dai social media.

"In media entro 10 giorni dal momento in cui è stato caricato il materiale è stato visto 1,7 milioni di volte e la maggior parte è diventato contenuto di discussione sessuale esplicita sui siti pedofili incriminati", fanno notare gli esperti. 

"I genitori sono spesso meno istruiti dei loro figli sulla sicurezza online", ha dichiarato l’esperta di cyber-sicurezza Susan McLean. "Quando si registra qualsiasi cosa online, non importa dove l’avete caricata: sappiate che in quel momento avete perso il controllo su di essa. Inoltre Facebook ha le migliori impostazioni di protezione e sicurezza in modo da consentire gruppi bloccati e limitati nella condivisione delle immagini con amici e familiari. Ricordatevi che non importa quanto innocente la foto sia; se il 'predatore' ha ottenuto quello sta cercando prenderà comunque quella foto", conclude la McLean. Nella speranza che tutto il mondo eviti, d'ora in poi, di caricare foto dei bimbi su Facebook e su tutti i social network.