Una città di Palermo attonita ha dato l’ultimo saluto alle 9 vittime della tragedia di Casteldaccia. I funerali sono stati celebrati nella Cattedrale, dove una folla di gente si è stretta intorno al dolore di Giuseppe Giordano, unico superstite.

È rimasto vivo perché si è aggrappato a un albero, mentre la piena del fiume Milicia devastava tutto. Giordano, 39 anni, era accasciato sulla bara bianca della figlia Rachele, un anno. Ha visto morire la moglie Stefania Catanzato, 32 anni, il figlio Federico, 15 anni, i suoi genitori, Antonino e Matilde Comito. Anche la sorella Monia e il fratello Marco sono morti, così come il nipote di 3 anni, Francesco Rughoo e la nonna 65enne del piccolo, Nunzia Flamia.

I funerali delle vittime di Casteldaccia

Al termine della celebrazione, la bara di Francesco è stata alzata in alto, insieme al suo ritratto, da un giovane, poi colto da malore, che ha urlato: “Perché?”. Giuseppe Giordano ha sussurrato “Mi fa male il cuore”.

“Non c’era nessuno del governo nazionale. Siamo stati abbandonati come sempre, la Sicilia abbandonata dallo Stato“, ha spiegato Marinella Arena, la cugina di Giuseppe Giordano. Alle esequie erano presenti rappresentati delle forze dell’ordine, il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, il sindaco di Casteldaccia Giovanni Di Giacinto, il sindaco di Bagheria Patrizio Cinque e il presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci. Era seduto in fondo alla chiesa insieme all’assessore alle Autonomie locali, Bernadette Grasso.

“I proprietari della villetta volevano venire oggi ai funerali ma gli è stato impedito. Penso che sia meglio che stiano a casa in questo momento”. Lo ha aggiunto Marinella Arena. “Non sono in grado di potere affrontare questa situazione in questo momento, li abbiamo bloccati. È il volere di Giuseppe e noi dobbiamo rispettare per ora tutto quello che lui desidera. Oggi il dolore è troppo grande. Chiediamo il massimo rispetto per la famiglia in quanto è incontenibile quello che sta passando Giuseppe. Ha perso tutta la famiglia, i figli, la moglie, il fratello, i genitori, la sorella e un nipote. Da quando si è verificata la tragedia non dorme, non mangia, non ragiona più. Dice solo ‘devo sistemare nove morti'”.