Arrivano i sigilli ai locali di un noto imprenditore siciliano

La Procura di Marsala con la Guardia di Finanza hanno effettuato un sequestro preventivo ai danni di Michele Angelo Licata, l'uomo è considerato uno dei più illustri imprenditori della Sicilia che opera nel campo della ristorazione. 

MARSALA – L'accusa è "evasione fiscale" e "truffa allo Stato" così la Procura di Marsala e la Guardia di Finanza hanno sottoposto a sequestro preventivo somme di denaro, quote societarie, beni mobili e immobili per un volare di 13 milioni di euro nonché quote sociali e beni mobili e immobili di quattro complessi aziendali, per un valore di 100 milioni di euro.

Licata aveva ereditato dal padre la gestione del ristorante Delfino. Da questa attività, il figlio era riuscito negli anni a produrre utile da reinvestire in altre strutture della stessa portata, se non migliori. Stiamo parlando in primis di Delfino Beach e Baglio Basile (situato a Petrosino). 

Oltre al Sig. Licata, anche le due figlie, Clara Maria e Valentina, sono indagate per truffa aggravata allo Stato, dichiarazione fraudolenta finalizzata all'evasione fiscale ed infine emissioni di fatture per operazioni inesistenti.

La scalata economica di Licata è apparsa più che azzardata. 

Dopo la morte del padre Mariano, l'uomo ha avviato due attività di un certo spessore: Delfino Beach e il grande complesso turistico Baglio Basile. Per diversificare la sua offerta turistica, di recente aveva acquistato Tenuta Volpare, un agriturismo situato nell'entroterra di Marsala.

Ancora più recentemente si era esposto per la realizzazione di un grande stabilimento balneare sulla spiaggia di Torrazza nei pressi di Petrosino, ma l’avventura del complesso turistico durò appena una sola stagione, lo stabilimento è stato sequestrato per abusivismo edilizio, con obbligo di rimozione.

Come contorno a tutte queste attività vi era anche una casa di riposo per anziani.

 

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