Per molto tempo i piccoli comuni dell’entroterra sono stati raccontati attraverso ciò che perdono: abitanti, servizi, giovani. Sempre più spesso, però, sono proprio loro a sperimentare un modo diverso di abitare il territorio. In Sicilia ne arriva una conferma dalle Madonie: Geraci Siculo, borgo medievale in provincia di Palermo, entra ufficialmente a far parte dell’Associazione nazionale dei Comuni Virtuosi.
L’adesione è stata annunciata dall’amministrazione comunale. Riconosce un percorso costruito attorno alla tutela dell’ambiente, alla qualità della vita e alla valorizzazione delle tradizioni. Per il borgo, già inserito nel circuito dei Borghi più belli d’Italia, è un nuovo tassello in un anno di attenzione nazionale.
Cos’è la rete dei Comuni Virtuosi
Nata nel 2005, l’associazione riunisce amministrazioni locali che condividono esperienze e progetti per gestire meglio territori e servizi pubblici. Lavora su cinque ambiti: gestione del territorio, riduzione dell’impronta ecologica della macchina comunale, corretta gestione dei rifiuti, mobilità sostenibile e promozione di nuovi stili di vita.
Il principio è riassunto in uno slogan, “Vietato non copiare!“: le soluzioni che funzionano in un comune devono poter essere replicate altrove. Da qui nascono scambi di competenze, formazione e iniziative di sensibilizzazione tra enti. In Sicilia la rete conta dodici amministrazioni, tra cui Collesano, anch’essa nel comprensorio madonita.
Sughereta, biologico e longevità: perché Geraci
Il borgo è coerente con i principi dell’associazione per diverse ragioni: la cura delle aree boschive e della sughereta, l’attenzione alle produzioni biologiche e uno stile di vita strettamente legato alle risorse del territorio.
Non è un tema nuovo. Ad aprile Geraci Siculo ha vinto il Premio “Livio Scattolini” 2026 nella categoria “Borgo Verde”. Il premio è promosso dall’associazione I Borghi più belli d’Italia per i comuni che si distinguono per sostenibilità ambientale e innovazione sociale. Tra i progetti valorizzati ci sono la tutela degli alberi monumentali e della sughereta e iniziative di partecipazione come l’Orto fai da te.
C’è poi il capitolo della longevità. Il paese conta circa 1.600 abitanti e da anni è osservato dagli studiosi come uno degli “hotspot” siciliani. Nella primavera del 2026 vi vivevano 56 ultranovantenni. Il territorio delle Madonie viene indicato da ricercatori e osservatori come possibile “sesta zona blu” del mondo, accanto a luoghi come l’Ogliastra in Sardegna, Okinawa e Ikaria.
Il borgo: castello, chiese e la memoria dei Ventimiglia
Geraci Siculo è arroccato a circa mille metri di quota nel Parco delle Madonie, a un centinaio di chilometri da Palermo. Conserva un impianto medievale ancora leggibile: vicoli lastricati, case in pietra, chiese e affacci aperti sulle montagne. La sua storia è legata ai Ventimiglia, una delle casate più potenti della Sicilia, che ottennero la contea nel 1258 con il matrimonio tra Enrico II Ventimiglia e la contessa Isabella.
Dall’altura rocciosa che domina il paese, i resti del castello raccontano ancora il ruolo di centro politico e amministrativo della contea. In paese si possono visitare la Chiesa Madre di Santa Maria Maggiore, con il suo tesoro di oggetti liturgici in oro e argento, e la Chiesa di San Bartolomeo, con un polittico marmoreo legato ai Gagini. Merita una sosta anche il Bevaio della Santissima Trinità, antico abbeveratoio considerato uno dei simboli del borgo.
Il passato torna in scena ogni estate con la Giostra dei Ventimiglia, torneo cavalleresco che nel 2026 è arrivato alla trentaseiesima edizione. Nel 2014 è stato inaugurato il “Salto dei Ventimiglia”, un balcone panoramico in vetro e acciaio sospeso nel vuoto. Ricorda la leggenda del conte Francesco I, che nel 1337 si sarebbe lanciato a cavallo dalla rupe per sfuggire alle truppe reali.
Un punto di partenza per le aree interne
Per il sindaco Luigi Iuppa l’adesione è “un risultato importante” e insieme “un nuovo punto di partenza”. Secondo il sindaco riconosce una visione che mette al centro il patrimonio ambientale, le tradizioni e il benessere dei cittadini. L’obiettivo è creare le condizioni perché soprattutto i giovani scelgano di restare.
Per questo la notizia riguarda anche altri comuni. Entrare in una rete nazionale significa confrontarsi con altre amministrazioni su sfide condivise da gran parte dell’entroterra siciliano, dalla transizione ecologica al contrasto dello spopolamento. Dimostra anche che un borgo di montagna può diventare un modello da cui altri, per una volta, potranno copiare.
