Ha preso il via il processo per Valentina Pilato, 34enne palermitana imputata per omicidio volontario dopo aver gettato nel cassonetto la figlia appena partorita. La donna, nel corso della prima udienza, non ha smesso di piangere: guardata a vista da due guardie giurate, con la testa bassa e un fazzoletto per asciugare le lacrime, ha ascoltato prima il pm, poi il suo legale. 

Il difensore ha dichiarato durante il suo intervento: "Dimostreremo durante il processo che non c'era premeditazione nel fatto". L'avvocato ha chiesto di sentire in aula il marito, la madre e la sorella dell'imputata, ma anche gli amici e gli ex colleghi di lavoro e ha ricordato che "dopo il trasferimento del marito in Friuli, nell'Esercito, Valentina Pilato è stata sradicata dai suoi affetti e dai suoi legami per trasferirsi a Gemona del Friuli, in un piccolo paesino di provincia".

Il legale ha inoltre sottolineato che la donna

è stata seguita dai medici psichiatri fin dal giorno che ha lasciato l'ospedale Cervello, nel novembre di un anno fa. Persino il giorno che è stata raggiunta dall'ordinanza di custodia cautelare, il 13 aprile del 2015, alle tre del pomeriggio, era stata nel centro specializzato per effettuare la visita psichiatrica.