parlamento sicilianoChe la Sicilia sia una regione speciale lo si sa.
Queste parole non si riferiscono allo statuto che ne ordina le politiche, quanto al fatto che la nostra regione sia una delle più spendaccione se non la più spendacciona d'Italia.
Pensate al fatto che le indennità dei parlamentari regionali siciliani sono pari a quelle del Senato. E nessuno le taglia. Specie in questo momento di crisi.

 

Un vecchio decreto Monti, già in vigore per le regioni a statuto ordinario, prevede una riduzione significativa dei compensi dati ai parlamentari regionali. Ma i nostri politici sono onorevoli, mica semplici parlamentari. Dovrebbero rinunciare al 40% del loro stipendio. Come farebbero poi a sbarcare il lunario?

Ma gli onorevoli si difendono: «Ci adegueremo, ma con i nostri tempi». «Con i nostri tempi».

Evidentemente sentono poco il nostro fiato sul loro collo.

E l'esempio dato loro dai colleghi a 5 stelle, sprezzati come “grillini incapaci” fin da sempre ma evidentemente “capaci” di gesti effettivi, visto che si sono decurtati fin da sempre lo stipendio, non ha sortito nessun effetto. Ecco un link di approfondimento. E' giusto dare a Cesare quel che è suo.

 

Nel frattempo si prende tempo e si pensa ad istituire una commissione speciale sulla spending review.  Antonello Cracolici presidente e poi ci sono altri 13 componenti che rappresentano tutti i partiti e che dovranno stabilire eventuali adeguamenti dei tagli previsti dal decreto Monti anche agli onorevoli siciliani.

 

Intanto il tempo passa ed una domanda sorge spontanea.
Ma se per tutti i parlamentari sarebbe giusto guadagnare di meno, perchè non tornano in altro modo i soldi alla comunità nel frattempo? Potrebbero anche darli alle chiese o altri enti no profit. Basterebbe un bonifico. Ma forse noi siamo troppo sempliciotti.

Autore | Viola Dante, Immagine | skyscrapercity.com