Il viaggio alla scoperta della Sicilia ci porta oggi a Grammichele, in provincia di Catania. Perché abbiamo scelto proprio Grammichele? Perché presenta una particolarissima pianta esagonale. Questo centro si trova alle pendici dei monti Iblei e dista circa 13 chilometri da Caltagirone. Scopriamo insieme la sua storia.

A soli tre mesi di distanza dal terremoto dell’11 gennaio del 1693, che distrusse molti centri della Val di Noto e anche Occhiolà (la greca Echerla), il principe Carlo Maria Carafa Branciforti decise di fondare un suo feudo, a circa 2 chilometri dalla collinetta di Occhiolla “Grammichele”.

Grammichele e la pianta esagonale

La pianta esagonale della nuova città fu opera dello stesso principe, coadiuvato da frà Michele da Ferla. Si tratta dell’unico esempio di architettura razionale in Italia, insieme alla fortezza di Palmanova. Il perimetro è costituito da un esagono, che ha al centro una piazza, anch’essa esagonale, con gli angoli chiusi. Cinque arterie naturali si snodano intorno alla piazza centrale, sede della Chiesa Madre e del Palazzo Municipale.

Da questa si irradiano altre sei arterie perpendicolari alle prime, che si immettono in altrettante piazze rettangolari ad angoli chiusi, con accesso al centro dei lati. Queste piazze, a loro volta generano altrettanti quartieri rettangolari periferici a rete viaria ortogonale, disposti tutt’intorno alla zona centrale esagonale. Secondo alcuni, la piazza esagonale di Grammichele è la più grande del genere in tutta Europa.

Grammichele prodotti tipici

Passando invece all’enogastronomia, uno dei prodotti tipici è la salsiccia al ceppo. La lavorazione della carne non avviene in modo meccanico, ma è realizzata al ceppo, una grande base circolare concava di legno, all’interno della quale viene lavorata a fil di coltello la carne, lasciata volutamente a pezzetti. Viene condita prevalentemente con sale e pepe nero. Legata a questo prodotto tipico è la sagra della salsiccia, che si tiene nel mese di settembre.