01Trovare lavoro sta diventando sempre più difficile, in Sicilia come altrove, ma ci sono lauree che proprio non facilitano la costruzione di un futuro attendibile. Vediamo quali.

Secondo un’inchiesta messa in piedi da Alma Laurea, consorzio interuniversitario italiano volto appunto a monitorare e favorire l’inserimento dei neolaureati nell’insidioso mondo del lavoro, alcune lauree sono volte al massimo e più rapido raggiungimento degli obiettivi, e per altre, diventa un problema per chi le sceglie farsi strada nel futuro.

Da Giurisprudenza a Lettere, da Psicologia a Ingegneria, rimanete incollati perché vi diremo quali sono le facoltà che faciliteranno la vostra entrata nel mondo del lavoro e quali invece no.
Il problema non è sicuramente dovuto agli studenti dunque, e forse nemmeno ai professori, è sicuramente un discorso circoscritto a questi ultimi anni di formazione accademica.

Da almeno una quindicina d’anni infatti, i giovani neo-laureati sono aumentati esponenzialmente, e l’attivazione di nuovi corsi post-diploma, specializzazioni, nonché la nota riforma dei 3 anni più 2 del 1999, hanno sicuramente portato una congestione nei reparti accademici, e dunque lavorativi.

Sono ormai anni che si dice che di avvocati ce n’è fin troppi: a Milano, patria dell’avvocatura, nel 2010 ce n’erano addirittura 20 mila, ovvero la metà di tutti gli avvocati di Francia; secondo Alma Laurea infatti ad oggi, non lavora che un avvocato su due, in tutta Italia. È la facoltà dunque che registra il risultato peggiore.

Stesso discorso, ormai da una decina d’anni, per gli economisti, ovvero per tutti coloro laureati in discipline economico-statistiche: negli ultimi quattro anni sono infatti calati di circa il 7,4% i giovani professionisti che siano riusciti a trovare un impiego: e la situazione non è tanto più rosea per tutti i laureati di Scienze Politiche o di Lettere, scesi all’8,6.

Diverso il discorso sui redditi.
Il settore dell’insegnamento è il secondo che in Italia sta subendo le peggiori flessioni, dopo quello dell’avvocatura, ma al tempo stesso è anche quello che cresce di più, anche se il reddito medio è uno dei più bassi. Elevati sono invece gli stipendi di medici e ingegneri, che sono in grado di arrivare a guadagnare anche un netto di ben 1.500 euro: niente che non ci dicessero i nostri genitori già tanti anni fa, insomma.

Pochi i letterati occupati dunque, ma come gli avvocati, riescono ad ottenere gli stipendi più alti: si parla di una media di 896 euro a persona, al mese, per i primi.
Bene i laureati in difesa e sicurezza, un settore peculiare forse ancora poco conosciuto, e, sulla scia dell’interesse medico, non sono terribili nemmeno gli stipendi degli psicologi, con una media di 813 euro netti al mese, fino ad arrivare ai quasi mille (920 euro di media) per un professionista laureato in discipline legate all’Educazione Fisica; e chi l’avrebbe mai detto?

Autore | Enrica Bartalotta