01Siamo a Villa Sofia, presidio ospedaliero di Palermo dove opera Giuseppe Migliore, il cardiochirurgo più bravo del mondo.

È di Caltanissetta l’uomo di soli 40 anni che rappresenta oggi l’eccellenza della cardiochirurgia, anche secondo i chirurghi d’Oltreoceano. Gli Americani convenuti infatti all’Aim Radial 2014 di Chicago sono stati concordi nel premiare Giuseppe Migliore, cardiologo-emodinamista che ha salvato la vita a molte persone affette da gravi disturbi cardiovascolari e in necessità di intervento.

La sua bravura? Salvare il cuore del paziente attraverso un’angioplastica che usi l’arteria radiale, anziché quella femorale, com’è d’abitudine. Ma Migliore non si è limitato ad apprendere la tecnica d’avanguardia durante il suoi anni di specializzazione al Cisanello di Pisa, ormai 12 anni fa, ha anche fatto in modo di usarla per le sue operazioni, e dunque di diffonderla a Palermo e in Sicilia: all’ospedale Ingrassia prima e a Villa Sofia oggi.

L’approccio radiale è infatti conosciuto in tutto il mondo dagli esperti del settore, per i molteplici vantaggi che esso comporta alla vita e alle condizioni del paziente. Ma non è purtroppo ancora un intervento particolarmente diffuso, nonostante i benefici siano immediati e vari: primo fra tutti un minori rischio di complicazioni vascolari. Usando infatti la principale arteria dell’avambraccio come via d’accesso per la rivascolarizzazione delle coronarie, si ottiene un risultato migliore, in quanto si incappa in rischi minori, e la convalescenza per il paziente risulta molto più rapida.

Il procedimento è stato applicato per la prima volta, in ambito diagnostico, da Campeau, nel 1989. In Italia non esistono ancora statistiche accurate che parlino di una regolare applicazione di questa procedura, ma in Francia, dove l’approccio poggia giù su una solida base pratica, si parla di 1 intervento su 4 fatto con approccio radiale, ovvero il 28% di tutte le procedure interventistiche: una percentuale considerata dagli esperti del settore come molto buona.

Giuseppe Migliore si colloca quindi nell’Olimpo dell’eccellenza dei cardiologi interventisti di tutto il mondo; grazie alla sua dimestichezza ha infatti sbaragliato la concorrenza, composta da un medico americano e da uno indiano, diventando il “miglior radialista dell’anno”; un ottimo risultato per Palermo, la Sicilia e l’Italia intera, nonché motivo d’orgoglio per la sua famiglia, per se stesso e per la sua città d’origine; ma anche il perfetto incoraggiamento per i giovani che vogliano intraprendere la sua stessa professione,e anche per chi, aveva proprio bisogno di una buona notizia.

Autore | Enrica Bartalotta