Pane con un valore masivo di sale dell'1%, che aiuta a ridurre la quantità di sodio assunto tramite cibo a vantaggio della pressione arteriosa, della funzionalità cardiaca e circolatoria. Questo il risultato cui sono giunti i ricercatori del Crea-Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria, che si sono trasformati in veri e propri panificatori, nell'ambito di un progetto finanziato dal ministero delle Politiche Agricole.

«L'esperimento di panificazione – ha spiegato Marina Carcea, ricercatrice del Crea-Alimenti e Nutrizione che ha coordinato il gruppo di lavoro – perseguiva tre strategie: riduzione del sale aggiunto nell'impasto, pane con sostituti del sale ed in particolare la sperimentazione di pane con sale classico ma distribuito diversamente nell'impasto in modo da ingannare il gusto. Con tutte e tre le strategie è stato possibile produrre pani gradevoli dal punto di vista organolettico che avessero un contenuto di sale dell'1%. In Italia si consumano attualmente in media circa 10 grammi di sale al giorno. L'obiettivo, indicato dall'Organizzazione mondiale della Sanità, è di arrivare a circa 5 grammi di sale al giorno, considerando sia quello aggiunto nella cucina casalinga o a tavola, sia quello contenuto nei prodotti trasformati come il pane. Anche il Ministero della Salute ha fornito raccomandazioni per ridurre la quantità di sale e quindi di sodio negli alimenti attraverso il "Programma Guadagnare salute"».

«Il pane non è di per sè un alimento salato – ha evidenziato Carcea – ma, considerato che lo mangiamo tutti i giorni e in quantità attualmente intorno agli 80 grammi al giorno, per chi mangia il pane con il sale può essere utile considerare anche questa fonte di sodio».