Speciale Cava Grande in tre articoli. I mitici laghetti di smeraldo incastonati in fondo al canyon del fiume Cassibile, scolpiti in pareti rocciose a strapiombo. Libertà e bellezza espressiva della natura si incontrano al meglio a Cava Grande. Ne è nata un’oasi di autoprotezione morfologica naturale, bella, selvaggia, preziosa.

C'è un paradiso verde smeraldo all’estremo sud dell’Italia, in Sicilia sud orientale, proprio al centro del Mediterraneo. E’ la Riserva Naturale di Cava Grande del Cassibile, la perla ambientale vergine e incontaminata fra Avola, Noto, Siracusa.

 

Il verde smeraldo speciale di uno dei laghetti di Cava Grande, appena sotto “l’uruvu” il laghetto più grande e profondo del Canyon

Il verde smeraldo speciale di uno dei laghetti di Cava Grande, appena sotto “l’uruvu” il laghetto più grande e profondo del Canyon 

Cava Grande non è il paradiso terrestre ma molti lo immaginano così per la delicatezza e l'armonia dei colori, una delizia paesaggistica. Basta vedere giudizi, espressioni a caldo, immediate, spontanee, dei visitatori che la vedono per la prima volta. Le parole che usano più frequentemente sono “paradiso, stupenda, bellissima, meravigliosa”. Cava Grande è sempre più nota al mondo per i suoi laghetti paradisiaci di acque limpide. Ormai la grande cava (il piccolo Grand Canyon) è di anno in anno meta sempre più brulicante di migliaia di visitatori, escursionisti, studiosi, turisti che provengono diffusamente da varie parti del mondo e dall’Italia, per un passa parola a macchia d’olio che moltiplica il desiderio di vederla.

Precisiamo. Cava Grande è un canyon, non è uno grande canyon, secondo la comune percezione della parola canyon, che richiama subito il famoso Grand Canyon per eccellenza degli Stati Uniti d'America. Da cui il nome Grand Canyon perché è grandissimo, a perdita d’occhio, una delle meraviglie del mondo. Altre dimensioni, altro contesto in cui è collocato, altra quota di partenza, altra lunghezza e portata del fiume che lo incide (il Colorado), immensa profondità mozzafiato, spettacolare.

Cava Grande è spettacolare per la bellezza estetica, di gran classe, regale, fascinosa, di un glamour selvaggio, in aggiunta alla forte concentrazione di valori ambientali e all’imponente profondità del ripidissimo solco inciso dal fiume Cassibile. Una delle singolarità di Cava Grande è proprio la sproporzione fra la piccola dimensione del fiume e la grandezza della cava, e questo la dice lunga sull’evoluzione geologico strutturale del contesto circostante il rialzo del canyon.

Il Canyon di Cava Grande fra il versante della Montagna D'Avola, a destra in primo piano, e il versante di Contrada Salmicella, a sinistra. Giù in basso i laghetti incastonati come tanti smeraldi in fila in fondo alla collana fluviale del canyon.

Il Canyon di Cava Grande fra il versante della Montagna D'Avola, a destra in primo piano, e il versante di Contrada Salmicella, a sinistra. Giù in basso i laghetti incastonati come tanti smeraldi in fila in fondo alla collana fluviale del canyon..

Cava Grande stimola tanti e tali argomenti, non sintetizzabili in un solo articolo, che è opportuno approfondirne varie tematiche in più tappe, con un corredo aggiornato di foto digitali recenti, al confronto parallelo con immagini del passato: stessi luoghi per tempi diversi, in riferimento ad eventi meteorologico-alluvionali storici, colti al culmine della traversia meteorica. Divulgare e pubblicare Cava Grande nuda e pura così com’è, così per come si offre, attingendo a man bassa all’esibizione trasparente della sua prorompente geologia, a portata di mano, a vista d’occhio, è divenuta un’esigenza culturale, un vero e proprio dovere civile che ti sale su ogni qualvolta Cava Grande è minacciata nella sua integrità dalle aggressioni ambientali, decennali e ripetute. E prima la minaccia discarica (come una “spina” rifiuti al fianco sinistro). Scampato il pericolo, a seguire strani incendi e poi la chiusura della Riserva Naturale. Ma Cava Grande non può difendersi, non può parlare. In questo articolo si stralciano, anticipate, dalle prossime pubblicazioni, alcune argomentazioni e immagini di Cava Grande, per divulgarla ancor più in profondità, così da poter essere meglio difesa a colpi di conoscenza, bellezza, eleganza. Più la si conosce pubblicamente e più sarà difficile inquinarla.

Intanto addensiamo Cava Grande in poche parole e in poche immagini: bellezza paradisiaca; singolare morfologia; accentuata ed esasperata erosione, rapidissima (geologicamente); aspra e cariata sopra, armoniosa sotto; acque cristalline, falde acquifere vergini; aria pura; plurali ed estese essenze di biodiversità, risultato dei plurali “Scenari meteorologici mediterranei” che la investono. Dai caldo torridi sahariani di Libeccio e Scirocco ai più freddi di Tramontana, che da un estremo all'altro girano attorno al più persistente “Scenario di bel tempo di alta pressione anticiclonica”, attraverso il Maestrale-Ponente del grande immenso “Scenario occidentale dei venti atlantici”, e dello “Scenario di brutto tempo di bassa pressione ciclonica” di Greco-Levante.

 

Architettura naturale di uno dei laghetti allungati di Cava Grande, nel tratto fluviale sotto la Grotta di Conceria.

Architettura naturale di uno dei laghetti allungati di Cava Grande, nel tratto fluviale sotto la Grotta di Conceria.

Di esclusività ambientali davvero preziose Cava Grande ne concentra tante, ma il punto forte della sua specificità sta nel fatto che il canyon è profondamente incassato proprio in cresta alla dorsale più rialzata dei dintorni, al riparo da inquinanti vari di aria, terra, acqua. Questa singolarità ha notevoli riflessi ambientali giacché la cava ha una propria protezione morfologica naturale. Giù, il fondo del vaso naturale è costellato da tanti suggestivi scorci paradisiaci inframmezzati da fitta vegetazione inestricabile, da giungla tropicale, fra cascate, laghetti allungati a gradinata o ad anfiteatro, lastroni di nuda roccia color bianco, avorio, paglierino, decorati da oleandri coloratissimi conficcati dentro i calcari senza un briciolo di terra, e pur rigogliosi. Sono come gioielli decorativi di un abito già elegante. Gli odori non son da meno. Si è inebriati dai profumi talvolta intensi di timo, mentuccia, salvia, rosmarino, che accompagnano la discesa al fondo del canyon, specie dai versanti più aspri. E’ l’odore tipico della Sicilia bianca, calcarea, dei muri a secco.

Per maggiore completezza conoscitiva di Cava Grande si è spiegato il perché della purezza delle sue acque cristalline nell'articolo: http://www.siciliafan.it/cava-grande-del-cassibile-di-giuseppe-cugno/ Ci si è occupati dell’ambiente atmosferico di Cava Grande, del suo cielo, dell’aria prevalentemente pulita nell'articolo: http://www.siciliafan.it/cava-grande-del-cassibile-e-gli-scenari-meteorologici-di-giuseppe-cugno/ 

Stavolta si è voluto corniciare il tutto con un omaggio alla bellezza naturale di Cava Grande, come complemento estetico della forma sulla sostanza, a corredo di un corpo geologico di particolare fascino, originalità, che ingloba beni di inestimabile valore collettivo. Tutto concentrato in una mostra permanente d’arte naturale, incassata in un corridoio profondo, stretto, lungo, con in fila tanti quadretti di natura selvaggia, esuberante, a tratti nuda e aspra, a tratti rigogliosa.

 

Panoramica dei laghetti principali e della cascata, a destra. L'erosione del fiume scolpisce al cesello i laghetti, incassati in fondo a pareti rocciose a strapiombo.

Il fiume Manghisi (a monte) – Cassibile che origina il Canyon di Cava Grande è fra i pochi corsi d'acqua di non alta montagna ad essere rimasto incontaminato per la fortunata concausa di fattori morfologici, antropici, idrografici, ma principalmente per la singolare morfo struttura di tutto il “corpo” circostante il Canyon che solca l’apice della struttura inarcata del settore orientale ibleo, fra Avola, Noto, Noto Antica, Canicattini Bagni, Siracusa.

Dalla cima di Cava Grande, nel versante destro, mediamente più alto di 50 m rispetto al sinistro, si ha la panoramica di gran parte dell’altipiano calcareo dei Monti Iblei. Il promontorio presso il Belvedere di Cava Grande è divenuto il punto di riferimento classico di turisti e visitatori per l’accesso alla Riserva Naturale, proprio nello spiazzale antistante la trattoria pizzeria Cava Grande, a pochi passi dal ciglio del Canyon da cui si ammira uno skyline speciale. Da questa balconata, in un sol colpo, da un sol punto, ci si fa un’idea di gran parte di Cava Grande e del contesto circostante. Abbassi lo sguardo davanti al ciglio del Canyon e giù in fondo appaiono i laghetti, lo alzi e di fronte lontano all’orizzonte si staglia l’imponenza dell’edificio vulcanico dell’Etna, perfettamente a nord. Giri lo sguardo a sinistra e vedi gran parte dell’altipiano ibleo verso Palazzolo Acreide sino alla cima di Monte Lauro, lo giri di poco a destra e si traguarda Siracusa con l’Isola di Ortigia, il Porto Grande, la costa sud ed il Mare Ionio. Lo spiazzale del Belvedere è anche teatro nel corso dell’anno di varie suggestive manifestazioni, da quelle estive a quelle natalizie come il Presepe Popolare vivente di Cava Grande.

Sempre lungo il ciglio del Canyon, a breve distanza dallo spiazzale del Belvedere (675 m ad ovest) i versanti di Cava Grande toccano la quota più alta di 524 m a Monzello di Pietre, sopra il complesso rupestre dei Dieri, difronte all’altro complesso della Grotta di Conceria (detta Grotta dei Briganti) nel versante opposto. Ma è proprio intorno al Belvedere (505 m), sopra i laghetti più noti, che Cava Grande raggiunge uno dei punti di maggior profondità con differenza di quota fra il tetto e il letto della canyon di oltre 320 m. In particolare in corrispondenza della cima della Montagna D’Avola (versante destro) il dislivello col letto del fiume si aggira intorno ai 340 m ed è qui che è messa a nudo la sezione stratigrafica naturale più profonda e rappresentativa non solo di Cava Grande ma di una vasta area circostante.

 

[caption id="attachment_118192" align="aligncenter" width="1026"]Profilo geologico di Cava Grande sopra i laghetti, fra la Montagna D'Avola (507 m) e Contrada Salmicella. Immagine tratta dal libro (1993) di Giuseppe Cugno “Cava Grande del Cassibile - L'ambiente fisico del Canyon dalle sorgenti d'origine alle sorgenti subacquee nel Mar Jonio”. Per una migliore visualizzazione del piano campagna gli alberi in cima e il condotto di derivazione, altrimenti puntini invisibili, non sono in scala.Profilo geologico di Cava Grande sopra i laghetti, fra la Montagna D'Avola (507 m) e Contrada Salmicella. Immagine tratta dal libro (1993) di Giuseppe Cugno “Cava Grande del Cassibile – L'ambiente fisico del Canyon dalle sorgenti d'origine alle sorgenti subacquee nel Mar Jonio”. Per una migliore visualizzazione del piano campagna gli alberi in cima e il condotto di derivazione, altrimenti puntini invisibili, non sono in scala.

Profilo geologico di Cava Grande sopra i laghetti, fra la Montagna D'Avola (507 m) e Contrada Salmicella. Immagine tratta dal libro (1993) di Giuseppe Cugno “Cava Grande del Cassibile – L'ambiente fisico del Canyon dalle sorgenti d'origine alle sorgenti subacquee nel Mar Jonio”. Per una migliore visualizzazione del piano campagna gli alberi in cima e il condotto di derivazione, altrimenti puntini invisibili, non sono in scala.

Il letto del fiume è caratterizzato da una serie di laghetti e marmitte, cioè di cavità cilindriche formatesi sotto l'azione turbolenta dell'acqua e del carico trasportato, inframmezzati da gradini morfologici di varia grandezza. I salti più alti sono impostati generalmente su faglie e fratture, come avviene  per i laghetti nel tratto centrale di Cava Grande. I laghetti di Cava Grande sono veramente come tanti smeraldi, di un verde speciale, incastonati uno dietro l'altro nella collana fluviale. L’erosione del fiume Cassibile li ha scolpiti al cesello in anfratti incassati in fondo a pareti rocciose a picco, vertiginose se le guardi dall’alto, monumentali, maestose se le guardi dal basso.

Cava Grande incanta, più la conosci e più ti meraviglia. Ogni laghetto, ogni angolo e anfratto, stuzzica il desiderio di sapere cosa c'è dopo e ancora dopo. Ed è così che l‘esplorazione fra un laghetto e l’altro ti riserva sempre qualche meraviglia scenografica nuova. L’alveo del fiume è sinuoso, ma è incassato entro una direttrice d’insieme rettilinea, che punta diritta ortogonale alla linea di costa del litorale ionico, fra Avola e Fontane Bianche (Siracusa). Ma la Riserva Naturale di Cava Grande è bella tutta dai laghetti al mare, lungo il litorale a nord e a sud della foce del fiume Cassibile, non smentendosi neanche alla fine del suo sviluppo.

 

Un tratto del litorale della pre-riserva di Cava Grande a sud della foce del fiume Cassibile, contrada Gallina (Avola).

Un tratto del litorale della pre-riserva di Cava Grande a sud della foce del fiume Cassibile, contrada Gallina (Avola).

Il pizzo della spiaggia di

Il pizzo della spiaggia di "Gallina", Contrada Chiuse di Carlo (Avola), che chiude a sud il litorale della pre-riserva di Cava Grande.

 

 

 

Profilo breve

GIUSEPPE CUGNO – Vita “nell'albergo” luminoso della Sicilia bianca calcarea dei muri a secco del sud est. Tutto gratis: sole, luce, cielo limpido, alito africano, mare azzurro. Come non vivere all'aria aperta con la smania di sapere cosa c'è oltre.., baia, fondale, canyon, laghetto. E così studi e laurea in geologia. Ricerca nella palestra geologica naturale di terra, mare, cielo della Sicilia sud orientale. Docenze ambientali in varie università d'Italia. Professione tutta mirata al bene pubblico secondo le vocazioni d'uso del territorio. Punto chiave: l’accurata selezione a slalom delle consulenze, da cui la libertà di giudizio sempre a favore dell’ambiente. E’ andato davvero dove lo porta cuore, passione, entusiasmo. E l'entusiasmo non sente fatica spinge la notte a farsi giorno. Questi alcuni umili risultati: la ricerca ideata sul modello a “scenario meteorologico” raccolta nel libro “Scenari Meteorologici Ambientali Mediterranei”, Premio speciale Carver 2014 per la saggistica; l’impegno totale (una storia ininterrotta) per Riserva Naturale Cava Grande del Cassibile, studiata, pubblicata, divulgata, fatta conoscere al mondo con mezzi propri e dopo difesa strenuamente con successo da discariche (di Stallaini); il salvataggio da inquinamento (discarica) sopra sorgenti vergini (ad uso idropotabile cittadini Canicattini Bagni) del bacino Cardinale, a monte delle mitiche sorgenti Ciane della storica Siracusa “greca”.

Linkedin profile:  https://it.linkedin.com/in/giuseppe-cugno-b7474185