Non è semplice la situazione di Vincenza Sicari, ex maratoneta da tre anni paralizzata dal tronco in giù. Come scrive il "Corriere della Sera", deve essere dimessa dall'ospedale Sant’Andrea di Roma perché secondo i medici non c'è motivo che resti. I sospetti che si tratti di una malattia degenerativa neuromuscolare restano solo sospetti per quei medici che invece affermano nero su bianco: «L’obbiettività neurologica risulta incongrua con i sintomi. Le numerose indagini eseguite non hanno evidenziato alterazioni che abbiano una nota relazione causale con i sintomi presentati", si legge.

Dunque per il Sant’Andrea il problema neurologico non esiste, l’ex maratoneta sarebbe afflitta da un "disturbo compatibile con la sindrome di Munchausen" (le persone colpite fingono la malattia o un trauma psicologico per attirare attenzione, conosciuta anche come sindrome da dipendenza dell’ospedale) e il nosocomio non vuole più farsi carico di lei. 

Per Vincenza non c’è mai stata una diagnosi vera e propria, ma la documentazione accumulata negli anni dimostrerebbe l’esistenza di una patologia neuromuscolare. Ed è per questo che la battaglia s’è fatta sempre più dura, fino a trasformarsi in una specie di braccio di ferro tra lei e i medici: "Voglio che mi dicano cosa ho, troppo facile dichiararmi psichiatrica, troppo semplice chiudere la pratica sostenendo che la malattia me la sono costruita io nel mio cervello. Mi prendono per pazza ma io non lo sono affatto. Sto morendo lentamente ma mi batterò fino alla fine perché è un mio diritto essere curata".

I suoi avvocati hanno chiesto alla procura di Roma il trasferimento presso una struttura qualificata dove si possano eseguire esami più approfonditi. "Non accettiamo quello che il Sant’Andrea ha scritto nella lettera di dimissioni. Abbiamo una documentazione importante che dimostra che la sua è una vera e propria grave patologia, che non v’è nulla di psichiatrico se non lo stress accumulato in anni di mancate risposte e che Vincenza ha diritto a essere curata", dicono i legali al "Corriere". "La decisione di dimetterla non è compatibile con le condizioni di Vincenza che pesa a malapena 40 chili e non può subire un altro evento stressante", aggiungono.