I tasselli stanno andando tutti al loro posto, e il mosaico somiglia tragicamente al delitto di Novi Ligure compiuto nel 2001 da Erika e Omar. Quello accaduto a Pontelangorino, vicino a Ferrara (leggi qui), ha tratti agghiaccianti. Una piccola cifra già data, 80 euro, 1.000 a cose fatte, promessi all'amico d'infanzia. Questo l'accordo tra ragazzi, stretto per compiere un omicidio su commissione. Il più giovane dei due, 16 anni, avrebbe pagato un amico di un anno in più per uccidere la madre e il patrigno, delitto che da tempo meditava, ma che non aveva il coraggio di compiere.

Il ristoratore Salvatore Vincelli, 59 anni, e Nunzia Di Gianni, 45, sono stati massacrati nel sonno nella loro villetta nella notte tra il 9 e il 10 gennaio a colpi di ascia. Secondo la ricostruzione dei carabinieri, il figlio Riccardo avrebbe fatto entrare l'amico in casa, nella villetta a Pontelangorino. Quest'ultimo avrebbe invece compiuto il massacro con un'ascia, colpendo i genitori nel sonno, mentre lui era in un'altra stanza: dopo lo avrebbe aiutato a trascinare i corpi, nel tentativo di farli sparire in un canale, i volti nascosti sotto a dei sacchetti di plastica.

Ma la situazione è risultata più difficile del previsto e l'arrivo del giorno ha fatto cambiare i piani: alla fine è stato il 16enne a dare l'allarme ai carabinieri, dicendo di essere appena tornato da casa dell'amico dove aveva passato la notte. Ma le versioni dei due minori era iniziata subito a vacillare. Nella notte, l'interrogatorio fiume: a cedere per primo è stato proprio l'amico, definito più "sensibile", che ha fatto anche ritrovare agli inquirenti in un canale vicino l'arma del delitto e i vestiti insanguinati. Movente del delitto, i dissidi familiari: continui i litigi tra il 16enne e la madre per come conduceva la sua vita e per il suo andamento negativo a scuola.