Gli ultimi dati positivi sul jobs act, a quanto pare, bypassano la Sicilia. Nell'isola gli incentivi fiscali previsti dalla legge di stabilità da soli non funzionano, perché i problemi endemici sono troppi: crolli, frane, alluvioni e chi più ne ha più ne metta "impediscono di produrre di più, di prendere nuove commesse e, quindi, di assumere ulteriore personale". A lanciare l'allarme è Vincenzo Barbaro, presidente dell'Ordine dei consulenti del lavoro di Palermo, che chiede di legare gli incentivi del jobs act in Sicilia

alle infrastrutture e alla manutenzione del territorio in modo tale che il taglio del costo del lavoro avvenga solo tramite interventi strutturali sulle retribuzioni per favorire nuove assunzioni. Denunciamo che molte imprese medio-grandi della Sicilia orientale hanno dovuto rinunciare a commesse per clienti della Sicilia occidentale a causa della chiusura del viadotto Himera che ha allungato i tempi di percorrenza rendendo obbligatorio il doppio autista sul mezzo e un insostenibile raddoppio dei costi di consegna. Infatti, dopo alcune ore per legge occorre il cambio alla guida, ma sulla Messina-Palermo non ci sono aree di sosta dove servirebbero per effettuare il cambio, ma ci sono puntuali le pattuglie che elevano multe salatissime. Dopo le prime dolorose esperienze le imprese hanno rinunciato.

Ecco uno dei tanti esempi di come sia impossibile fare impresa in Sicilia, altro che aumento della produzione e internazionalizzazione! Qui le imprese, prima di investire sulla qualità e sull'innovazione del prodotto, devono inventare packaging che impediscano il deperimento delle merci a causa dei lunghissimi tempi di percorrenza dei mezzi di trasporto. Dunque le imprese siciliane non hanno bisogno di sgravi contributivi, anzi preferirebbero che queste risorse finanziarie venissero dirottate sulle infrastrutture e sulla manutenzione del territorio sempre più colpito dal dissesto idrogeologico. Il pubblico deve agire sulle condizioni di sviluppo, spetta alla contrattazione fra le parti condividere condizioni minime di trattamento dei lavoratori idonee a fare crescere una terra fin troppo impoverita da decenni di abbandono.