01Ancora nessuna informazione certa né di interesse sulle indagini per la tragica vicenda di Andrea Loris Stival, il bambino di otto anni trovato morto in un canale di Santa Croce Camerina.

L’autopsia ha confermato: il piccolo è stato strangolato, ma alla morte potrebbe aver fatto da concausa anche la caduta, tre metri più sotto di dove si trovava Loris, nel canalone a 4 chilometri dalla scuola che il bambino frequentava, dove Orazio Fidone, un cacciatore, lo ha ritrovato.

Sequestrata l’auto dunque, mentre Fidone è stato tenuto sotto interrogatorio per ben due volte, una delle quali, in serata, che si è consumata solo dopo diverse ore. Ma a quanto pare, le domande fatte dagli inquirenti al cacciatore, non riguardavano la vicenda del piccolo Stival, bensì le armi in suo possesso.

L’inchiesta per sequestro di persona e omicidio, aperta dalla Procura di Ragusa, rimane dunque ancora, per ora, contro ignoti, ma in Questura gli interrogatori continuano e si concentrano soprattutto sulla più stretta cerchia di persone che conoscevano Loris, un bambino introverso, che sapeva di non dover dare confidenza agli sconosciuti.

Potrebbe essere dunque una persona vicina, ad aver strangolato e buttato il piccolo Loris nel fosso.
Tutto è successo sabato scorso a Santa Croce Camerina, in provincia di Ragusa, quando Loris è arrivato a scuola, intorno alle 08:30, accompagnato dalla madre; ma all’uscita Loris non c’era e le telecamere di sorveglianza poste all’interno dell’Istituto fanno pensare che il bambino non abbia partecipato alle lezioni. Una sua compagna di scuola di 10 anni, dice di aver visto Loris allontanarsi subito dopo essere sceso dalla macchina della madre, per comprare un panino presso il vicino chioschetto, ma il tempo di girarsi che Loris era già scomparso.

Ed è proprio davanti la scuola “Falcone-Borsellino” che si fermano le tracce fiutate dai cani a disposizione delle Forze dell’Ordine. Dopo Loris potrebbe essere salito su un’auto o una moto, visto che di lui non si sa più niente fino al canalone, il luogo in cui sarebbe stato ucciso.

Oltre ad indagare su tutte le piste, gli inquirenti si stanno adoperando per cercare lo zainetto blu che il bambino aveva con sé il giorno in cui è scomparso; potrebbe infatti fornire importanti elementi: da eventuali fotografie del responsabile dell’omicidio, fino alle sue impronte digitali.

Il fatto stesso che il piccolo zaino non sia stato ritrovato, acuisce il pensiero che si possa trattare di un predatore sessuale, per quanto i risultati dell’esame autoptico conclusisi ieri sul corpicino, abbiano dato, per ora, esito negativo. Ma intanto presso il comune di Santa Camerina gli abitanti sono sotto choc, e a scuola si avvicendano gli psicologi per sostenere i bambini.

Autore | Enrica Bartalotta