Un rituale dalle mistiche fragranze, consolidatosi nel tempo a tal punto da fare irruzione nel panorama delle tradizioni religioso-popolari maggiormente intrise di sicilianità. Si tratta dell’infiorata di Macchia di Giarre, assurta ad appuntamento annuale che prende forma nella frazione giarrese in concomitanza con il Corpus Domini. Petali di fiori, sale, materiale di risulta, caffè, orzo, pasta, riso e farina,sono stati gli ingredienti condensati sul pavimento del principale edificio di culto (ovvero la chiesa Maria SS. della Provvidenza), per adornarlo con un variopinto tappeto di concetti Cristici. L’evento, promosso con forza in questi anni dall’ex arciprete di Macchia don Mario Fresta, attualmente arciprete ad Acireale, è stato ripreso da Alfio Privitera, al quale nel 2018 è stata assegnata l’arcipretura della chiesa Maria SS. della Provvidenza di Macchia. Sono stati ben dieci i quadri artistici allestiti quest’anno dai vari gruppi parrocchiali con l’obiettivo di veicolare, attraverso la strutturazione del tappeto,l’idea di una salita e dunque ascesa teologica.Comune denominatore dei “costruttori” di questo avvenimento, è sempre quello di decorare una solennità nata per celebrare la presenza Cristica nell’Eucarestia e dunque in un istituto chiamato a fare da ponte tra l’umanità e il divino: ovvero la chiesa. Proprio le membra della chiesa, ossia i gruppi che ne costituiscono il tessuto, hanno speso il loro estro per tappezzare di metafore iconografiche la superficie della navata centrale della chiesa Maria SS. della Provvidenza, con l’intento di rendere tangibili le varie articolazioni e i diversi colori appartenenti al macrocosmo del divino. Le immagini plasmate dai vari gruppi parrocchiali sono proprie della Bibbia e della tradizione della Chiesa. Alcune di esse sono elencate dal documento del concilio Vaticano II “Lumen Gentium”, n°6. Il primo riquadro, dal titolo “Il tempio”, che si sostanziava nella raffigurazione della chiesa Maria SS. della Provvidenza di Macchia, simboleggiava i cristiani che rappresentano le pietre vive della Chiesa. A realizzarlo, sono state le “Suore serve della Divina Provvidenza”. Il secondo quadro, dal titolo “Il gregge”, metteva a fuoco la figura di Gesù buon Pastore insieme alle pecorelle che compongono il gregge. Il quadro, realizzato dal gruppo liturgico, rimandava dunque al concetto dei cristiani che formano un gregge chiamato a seguire il suo pastore. Il terzo quadro, dal titolo “La vigna”, era una riproposizione del capitolo 15 del Vangelo secondo Giovanni “Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto”. A realizzarlo, raffigurando una vite carica di grappoli d’uva,è stato il gruppo dei “Giovani e Giovanissimi”. Il quarto quadro, realizzato dal gruppo delle “Catechiste”, dal titolo “L’olivo nel podere”, rimandava al capitolo 11 della Lettera di S. Paolo apostolo ai Romani dove si fa riferimento alla chiesa che ha le sue radici nell’antico popolo dell’alleanza, rappresentato dall’olivo. Il quinto quadro,eseguito dall’associazione teatrale “Carlo Parisi” e denominato “La luna”,si ispirava all’intento di paragonare la chiesa alla luna. La luna riflette la luce della stella e dunque del sole che sarebbe espressione di Cristo. Il sesto quadro, intitolato “La barca”, posto in essere dall’Azione Cattolica e dal Gruppo Missionario, raffigurava una barca che sarebbe espressione di una Chiesa che ha in Pietro il suo timoniere e che affronta il mare della storia. L’immagine del pesce è invece una figura ricorrente nella dimensione cristologica. Il settimo quadro, dal titolo “La sposa” e realizzato dal gruppo “Ambasciatori in cielo”, rimandava all’immagine biblica che vede Cristo sposo dell’umanità e la chiesa intesa come sposa che ama e invoca il suo sposo. L’ottavo quadro, intitolato “Il corpo” e realizzato dal gruppo “Ministranti”, raffigurava l’immagine Paolina di Cristo capo dei cristiani e questi membra del suo corpo mistico, così da costituire insieme un’unica realtà o entità. Il nono quadro, dal titolo “Maria”, eseguito dalla Corale Nostra Signora di Lourdes, raffigurava Maria in qualità di membro eminente di una Chiesa che è madre fedele e obbediente come Maria. L’ultimo quadro, eseguito dal gruppo “Adoratori”, ha messo a fuoco invece una Eucarestia che è manifestazione della Chiesa come assemblea radunata attorno al Signore vivo e vero presente nell’ostia. Il passaggio del Santissimo lungo il tappeto, diviene il momento di maggiore spiritualità del fenomeno religioso.Il connubio tra la creatività artigiana del popolo siciliano e la dimensione del divino, trova dunque uno dei suoi più fascinosi spaccati in una località immersa nella “macchia” vegetativa che si sviluppa nel territorio di Giarre.

Umberto Trovato