Insulta il cane del re e adesso rischia una condanna pesantissima, ben 37 anni di carcere. Evidentemente in Thailandia la famiglia reale è esageratamente permalosa. Per quanto la storia possa sembrare goliardica, però, è tutto vero, tant'è che è finita sulle pagine del "New York Times". Tale Thanakorn Siripaiboon, un ragazzo di 27 anni, aveva pubblicato sul proprio profilo Facebook un post satirico su Tongdaeng, l'amatissimo cane del re Bhumibol Adulyadej.

L'accusa è addirittura di sedizione e di lesa maestà. "Era un post che includeva tre foto con un messaggio satirico sul cane", ha spiegato l'avvocato di Thanakorn, che ha aggiunto: "Non avrei mai immaginato che la legge sarebbe stata utilizzata anche per il cane reale, è una sciocchezza". Assurdo, direte voi, ma il sovrano ha un legame particolare con l'animale.

Certo, non può essere una giustificazione, ma le cose stanno così: si tratta di un meticcio trovato in strada e adottato dal re, talmente affezionato al cane da scrivere un libro ispirato a lui nel 2002 e da avallare la realizzazione di un film d'animazione uscito a inizio dicembre, "Khun Tongdaeng: The Inspiration", balzato subito al secondo posto nella classifica delle pellicole più viste nel regno.

Il cane inoltre è stato più volte elevato ad esempio di fedeltà e dedizione, un modello di comportamento per tutti i thailandesi. L'episodio entra in un contesto già molto teso: pochi giorni fa era stato l'ambasciatore americano a finire sotto inchiesta per aver dichiarato di non essere d'accordo con alcune sentenze e con le relative pene. A chiudere il cerchio, il rifiuto da parte della tipografia dell'edizione thailandese del New York Times di pubblicare la storia: al posto dell'articolo uno spazio bianco.