Lo scorso 17 maggio investì e uccise una giovane, la trentenne Tania Valguarnera, ma per Pietro Sclafani i tempi del carcere sono finiti. Al panettiere di 50 anni accusato di omicidio colposo e omissione di soccorso, infatti, sono stati concessi gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico. Una misura che era stata esclusa dal giudice per il pericolo di fuga e i gravi indizi di colpevolezza. 

Il prossimo 7 agosto si terrà il processo con rito abbreviato. La posizione di Pietro Sclafani, comunque, è meno pesante di come sembrava al momento della tragedia. Come riferisce PalermoToday, è stato accertato che due delle multe per eccesso di velocità sarebbero state prese da alcuni suoi dipendenti, così come è stato appurato grazie ai tabulati telefonici che l'uomo non stesse parlando al cellulare al momento dell’incidente "perché aveva interrotto l’ultima conversazione uno o due minuti prima dell’incidente", spiega Daniela Vascellaro, giudice della terza sezione penale del Tribunale di Palermo. Il fascicolo è stato inoltre integrato con una perizia, richiesta dalla difesa e vagliata dal pm Renza Cescon, che è servita a stabilire la velocità del furgone, inferiore ai 50 km/h.

Resta comunque la grave condotta – aggiunge Daniela Vascellaro – nei momenti successivi all’incidente dato che lo Sclafani è scappato senza prestare soccorso alla vittima, facendo apparire preoccupante la freddezza dimostrata in quei momenti. Successivamente sembrerebbe aver dimostrato di avere compreso la gravità dell’accaduto, mostrandosi pentito per ciò che aveva fatto.