Foto di Vincenzo FerraraL’Isola di Ortigia è la parte più antica della città di Siracusa. Sulla sua superficie di appena un chilometro quadrato, si trovano diversi monumenti importanti come il Duomo e il Municipio.

La ‘quaglia’ (questo significa il suo nome in greco), ha una conformazione geologica particolare. La roccia che la compone è infatti ricca di fratture naturali che danno vita a molteplici fenomeni sorgivi, alcuni anche importanti, come la Fonte Aretusa; uno specchio d’acqua dolce collocato al livello del mare. Si dice sia stato creato da Artemide che condusse qui, in forma di nube acquea, la ninfa omonima, che non sopportava più le insistenti avances del corteggiamento di Alfeo; ma l’amato, non potendo stare lontano dalla sua ninfa, si fece trasformare anch’esso in una fonte, spuntata a poca distanza: Occhi di Zilica, una manifestazione della falda sotterranea ormai quasi scomparsa.

Ma di importanza e significato storico e geologico, sono sicuramente gli innumerevoli ipogei che popolano il sottosuolo dell’isola, così facile a fratturarsi e ad organizzarsi in naturali cavità, che vennero usate come rifugi anti-bombardamenti durante la Seconda Guerra Mondiale. Con buona probabilità, queste cavità vennero usate anche in passato; nell’ipogeo principale di Piazza Duomo ad esempio, si possono trovare delle pitture bizantine.

Ortigia aveva come sua dea protettrice Artemide, ecco perché sulla sua superficie, nel VI secolo a.C., venne costruito un tempio dedicato alla dea. Stesso discorso per Apollo e Atena; a Ortigia sorge il Tempio dorico dedicato ad Apollo più antico della Sicilia, mentre quello che rimane del Tempio di Atena è oggi inglobato nel complesso del Duomo. Di facciata barocca, è considerato il primo tempio Cristiano d’Italia, di Sicilia e d’Occidente. Ma la storia di Ortigia non risale alla colonizzazione greca; resti di antiche capanne circolari fanno pensare che fosse la dimora scelta dai Siculi già nel XIV secolo a.C.
D’epoca medievale, è invece il Castello Maniace. Sorto probabilmente sulle vestigia delle mura greche, questo castello, fortemente voluto da Federico II di Svevia, si dice abbia preso il nome dal condottiero Giorgio Maniace, che pensò di far costruire il maniero a difesa del Porto: importante crocevia non solo commerciale ma anche militare, e dunque luogo di difesa e minaccia.

Venne fatto costruire dall'architetto Riccardo da Lentini tra il 1232 e il 1239, poco tempo dopo il ritorno dalla Crociata in Terra Santa. Durante la fine del Duecento, venne assaltato ed espugnato durante i Vespri e ospitò, nel 1321, la prima seduta del Parlamento Siciliano. Successivamente, il castello federiciano divenne sede della Camera Reginale, come dono di Federico III d’Aragona per la consorte Eleonora d’Angiò. Nel 1540, vi prese alloggio l'ammiraglio Andrea Doria, durante la spedizione organizzata da Carlo V contro i Musulmani. Subì gravi danni a seguito dell’esplosione della polveriera, che caratterizzò l’inizio della sua storia settecentesca; durante il periodo napoleonico venne dotato di cannoni e riadattato a costruzione di difesa durante il periodo borbonico, e fino alla Seconda Guerra Mondiale.

Impossibile passare da Ortigia e non visitare anche Palazzo Vermexio. Edificio seicentesco realizzato dal Vermexio per ospitare la Camera Reginale, oggi ospita il Sindaco e le sale del Municipio di Siracusa. In un primo tempo, il balcone rappresentava la netta e naturale divisione a metà, dei due stili che lo compongono: il Rinascimentale e il Barocco. Nel 1870, e poi a partire dagli anni Sessanta del Novecento, il Palazzo ha cambiato struttura a seguito di diversi lavori di ampliamento e rimaneggiamento.

Autore | Enrica Bartalotta

Foto di Vincenzo Ferrara