01Fonte: Agromobile – La mappa del gusto

A spasso tra antichi borghi marinari, tonnare e spiagge incontaminate alla scoperta di un protagonista della tavola, il pomodoro pachino, gustoso e croccante. Il percorso parte proprio dal luogo che ha dato il nome a questa varietà, Pachino, situata nell’estremo sud della Sicilia. Da questa città, spesso baciata dal sole, vi sposterete a Marzamemi, borgo marinaro famoso per la sua tonnara in cui vi perderete tra i vicoli delle casuzze arabe. Il vostro itinerario continuerà aPortopalo di Capo Passero, con la suaIsola delle Correnti, e si concluderà adIspica dove resterete affascinati dal suggestivo parco archeologico delle Cave, un museo a cielo aperto.

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Pomodoro di Pachino IGP è un prodotto ortofrutticolo italiano a Indicazione geografica protetta. Viene prodotto tra Pachino e Portopalo di Capo Passero, e in parte dei territori comunali di Noto (SR) ed Ispica (RG).

 

 

E’ conosciuto ed apprezzato per il sapore, la consistenza e la sapidità della polpa. Ma anche per il colore intenso, la croccantezza e la lucentezza della buccia, caratteristiche derivanti dal terreno, la luce e la qualità delle acque della zona di Pachino. Contiene antiossidanti e vitamine in misura superiore rispetto ad altri pomodori analoghi, ragion per cui viene considerato di particolare valore salutistico e nutritivo.

Il disciplinare del Pomodoro di Pachino IGP tutela quattro tipologie diverse di pomodoro:

 

  • “Ciliegino”, facilmente riconoscibile per il caratteristico  aspetto “a ciliegia” su un grappolo a spina di pesce con frutti tondi, piccoli, dal colore intenso.
  • “Costoluto”: di grandi dimensioni, leggermente schiacciato, di colore verde brillante, polpa morbida e sapore aromatico. La raccolta può iniziare quando buona parte del frutto vira dal verde al rosso.
  • “Tondo liscio”: piccolo e rotondo, di colore scuro rosso acceso che si trasforma in verde in prossimità del picciolo, inconfondibile per il gusto intenso. Per apprezzarne le qualità è consigliato mangiarlo crudo.
  • “Grappolo”: a grappolo o snocciolato, può essere verde o rosso. Con polpa consistente e saporita. E' particolarmente adatto per essere cotto ripieno al forno, ma ottimo anche per insalata.
La partenza dalla città di Catania è calcolata da un punto immaginario di partenza dal centro della città; dipendentemente dal modo in cui si arriva a Catania, si partirà dal Porto, dall'Aeroporto o dalla Stazione Ferroviaria.
 
Pachino
Pachino è un comune della provincia di Siracusa, situato nell'estremo sud-est della Sicilia. Ha un clima mite e un cielo molto spesso terso nel corso dell'intero anno ed un clima caldo in estate: secondo un'indagine svolta dall'Unione Europea nel 2001 è stato rilevato che Pachino è la zona più soleggiata e con il cielo più limpido di tutta l'Europa. Fattore che influenza fortemente la qualità dei pomodori che vengono prodotti qui.
Pachino ospita  infatti la coltivazione IGP del pomodoro detto, appunto, Pachino.

 

 

La città è stata crocevia di diverse culture che hanno lasciato una traccia del loro passaggio, dall’epoca preistorica sino ai tempi moderni. Basti pensare alla Torre Xibini, costruita nel 1343 per volere del duca Xurtino, e alla Torre Fano contro le invasioni piratesche dei Turchi, alla multiforme edilizia religiosa e civile che arricchisce il patrimonio artistico comunale.  La Chiesa Madre del SS. Crocefisso fu edificata al termine del XVIII secolo, e rappresenta la chiesa più importante della città. qDurante i primi anni dell’800 fu costruito Palazzo Tasca, tra gli ultimi esempi di residenze nobiliari rimaste in piedi a Pachino.

Notevoli sono pure le testimonianze archeologiche del millenario passato di Pachino: tipiche di questa zona sono diverse grotte che hanno restituito reperti preistorici, come Grotta Corruggi e Grotta Calafarina, nelle quali il celebre archeologo Paolo Orsi ha rinvenuto beni risalenti a diverse epoche storiche.
Le spiagge del territorio di Pachino modellano la costa per un totale di 8 chilometri. Le più conosciute sono quelle di LidoCavettone e Morghellasulla costa ionica, mentre sulla costa mediterranea ci sono quella di Cuffara (conosciuta anche come Carratois), Costa dell'Ambra, in zona Contrada Concerie, ScarpittaChiappa e Raneddi (Granelli), fino al porto Ulisse.

Il mare, limpido e di un intenso azzurro sulla costa ionica, anche in considerazione dei fondali, è invece di colore verde smeraldo sulla costa mediterranea.
La ristorazione a base di pesce e il mare pulito cristallino rendono la zona di Pachino un luogo turistico molto apprezzato, anche per i surfisti dato che per le correnti ventose si rivela particolarmente adatta alla pratica sportiva del windsurf.

Curiosità e cinema
La città di Pachino e i suoi dintorni sono stati più volte scelti come location di diversi set cinematografici, fra cui Kaos dei fratelli Taviani (1984); Sud diGabriele Salvatores (1993) e L'uomo delle stelle di Giuseppe Tornatore (1995). Pachino è stata inoltre il set di alcune puntate della fiction "Il commissario Montalbano".
Dal 2000 la città ospita il Festival del Cinema di Frontiera, che si svolge nella piazza principale di Marzamemi, con proiezioni di film e cortometraggi provenienti da diverse zone del mondo.
Pachino e il suo borgo marinaro Marzamemi, formano un connubio ideale che fa del mare, della pesca e di un dinamico turismo i punti forti della loro economia.

 
Marzamemi
Marzamemi è un borgo marinaro diviso tra il comune di Pachino e quello di Noto.
Fu costruita dagli Arabi, di cui rimangono ben conservate le "Casuzze arabe" e relativo cortile, risalenti ad oltre 1000 anni fa, mentre l'attuale Marzamemi risale ufficialmente al 1752 quando furono edificati dal Principe di Villadorata il Palazzo, la Loggia, la nuova Tonnara e la Cappella, opere queste che meritano di essere visitate.
Il borgo è nato attorno all'approdo, poi divenuto porto da pesca, e si è sviluppato grazie a quest'ultima attività, molto praticata ancor oggi, dotandosi anche di una Tonnara, tra le più importanti della Sicilia.
La Tonnara di Marzamemi  risale al tempo della dominazione degli arabi in Sicilia ed è una delle più antiche e importanti tonnare della Sicilia Orientale. L'ambiente originariamente serviva da ricovero per le grandi barche della pesca del tonno (detta anch'essa tonnara), i cosiddetti scieri. Oggi è stata riconvertita per altri usi.
 
La borgata è bagnata quasi tutta dal mare Ionio dove si incontrano le due isolette di Marzamemi: la piccola, su cui sorge un elegante villino, e lagrande, Marzamemi ha sulla sua costa, due piccoli porti naturali denominati “Fossa” e “Balata”. All’interno della “Balata” si trovano la “vecchia Fabbrica”, dove si produceva il ghiaccio, e la “Casa Cappuccio”, un’antica abitazione oggi diroccata di proprietà del Principe.

 

 

In pieno centro storico di Marzamemi, e facente parte della tonnara, si trova la piazza del paese, Piazza Regina Margherita. La piazza è attorniata da strade in cui convergono la Via Letizia, La Via Principe Villadorata ed è limitata, in parte, dalle casette dei pescatori. Sulla piazza, si affacciano i due prospetti delle chiese, la vecchia e la nuova, entrambe dedicate a San Francesco di Paola, protettore della borgata, e il prospetto del Palazzo del Principe di Villadorata, proprietario della tonnara.

La chiesa nuova fu fabbricata per munificenza del sommo pontefice Pio XI. La chiesa antica, invece, fu costruita in pietra arenaria, come il palazzo del Principe nel 1752: è tutta in pietra arenaria, Le casette dei Pescatori, risalenti al 1600, girano attorno alla piazza e danno al paesaggio un aspetto uniforme. La più caratteristica è la “casa del forno”, deta così perchè provvista all’interno di un grandissimo forno in muratura forniva che preparava il pane a tutti gli abitanti della tonnara.
Gli appassionati del mare qui possono soddisfare i loro hobby, per quasi tutto l'anno, sia con la pesca sia facendo surf o vela grazie ai venti sempre favorevoli da levante o da ponente.

 
 
Portopalo di Capo Passero è il comune più a sud dell'isola siciliana (al di sotto del parallelo di Tunisi). Del suo territorio fa parte l'isola di Capo Passero, a poche decine di metri dalla terraferma, e l'isola delle Correnti, a pochi chilometri. È un centro prevalentemente agricolo e marinaro bagnato dai due mari: lo Ionio e il Mediterraneo.
Sullo Ionio sorgeva un tempo il piccolo porto dove sono ancora presenti, anche se ormai quasi cadenti, le casette dei pescatori.

 

 

La costa di Portopalo di Capo Passero presenta una morfologia particolare, alternando lunghi litorali sabbiosi a scogliere mozzafiato, ora a strapiombo sul mare, ora che degradanti dolcemente verso l'acqua. La zona di Scalo Mandrie offre la possibilità di scegliere fra le due alternative: spiaggia o scogli. Lo stesso potrete fare all'Isola di Capo Passero, che proprio di fronte a Scalo Mandrie offre la sua splendida spiaggia di sabbia fine, mentre dalla parte opposta, presenta una scogliera da incanto, con grotte e anfratti che grazie al gioco di luci dei riflessi del mare sulle loro pareti, ti rapiscono in una magica atmosfera senza spazio e senza tempo.

Proseguendo verso ovest, dopo aver passato le spiagge di Pantanello (proprio di fronte al Porto Peschereccio), Pozzo FerreraPunta NiproPilieri,Cala Sigaretta e Vallonìa, si arriva al litorale sabbioso che, per la presenza di dune e vegetazione prettamente mediterranea, richiama alla mente quei paesaggi tipici della costa africana. Siamo arrivati alla spiaggia di fronte all'Isola delle Correnti (a circa 6 km dal paese), luogo ideale per tutti coloro che amano praticare il surf. Un piccolo tratto di scogli separa questa zona da un'altra bellissima meta per bagnanti: la lunghissima spiaggia diCarratois Punto Rio, litorale dal quale si può assistere a spettacolari e indimenticabili tramonti.

L'Isola delle Correnti è una piccola isola tondeggiante, sulla costa ionica, situata nel territorio del comune di Portopalo, estesa per circa 10.000 m2con un'altezza massima di m 4 sul livello del mare.
È collegata alla terraferma tramite un braccio artificiale, distrutto varie volte dalle onde del mare. Quando la bassa marea trasforma l'isola in una penisola, essa rappresenta l'estremo meridionale dell'isola siciliana.
Sull'isoletta si erge un faro.

 
Ispica
Ispica è un comune della provincia di Ragusa. Sul suo litorale si trovano diverse località balneari, tra le quali la frazione di Santa Maria del Focallo(Bandiera Blu 2011), la quale prende il nome da una chiesetta costiera andata distrutta nel terremoto del 1693, e Punta Ciriga, caratterizzata dalla presenza di faraglioni, dalla costa rocciosa e da insenature sabbiose. Il tratto di mare antistante fu teatro della tempesta che colse lungo la via del ritorno la flotta romana inviata in aiuto ad Attilio Regolo durante la prima guerra punica e la distrusse. In epoca romano-imperiale e bizantina l'approdo di Porto Ulisse fu uno scalo commerciale sulle rotte dalla Grecia e dall'Egitto verso Roma. Sul litorale di Ispica sbarcarono il 10 luglio del 1943 le truppe alleate dando inizio alla Liberazione dell'Italia.

 

 

Il simbolo della città di Ispica è l'emblema della casata della famiglia Statella che per lungo tempo ha governato sulla città: esso è uno scudo diviso in quattro parti con all'interno raffigurate due torri e due
alabarde; i colori ufficiali sono il rosso e il giallo.

La Basilica di Santa Maria Maggiore si inserisce nello stile tardo-barocco insieme alle chiese di NotoRagusa e Modica entrate a far parte del patrimonio dell'UNESCO: per questo motivo è stata avanzata una richiesta di estensione per Ispica.

La Basilica della Santissima Annunziata fu costruita dopo il terremoto in sostituzione dell'omonimo edificio distrutto nell'antica Spaccaforno. All'interno conserva decorazioni a stucco in stile rococò e ospita alcune opere salvatesi dalle distruzioni del sisma.
La Chiesa madre di San Bartolomeo venne anch’essa ricostruita dopo il terremoto.
Palazzo Bruno di Belmonte, è l’edificio liberty più importante della provincia di Ragusa. Fu commissionato dall'On.le Pietro Bruno di Belmonte  e costruito, a partire dal 1906, su progetto di Ernesto Basile, tra i maggiori architetti liberty europei.
La Cava d’Ispica è una lunga vallata che si estende per circa 13 Km verso il mare, nel territorio dei comuni di Modica, Ispica e Rosolini; oltre ad essere uno straordinario ambiente naturale, è un'importante area archeologica , in cui sono state rinvenute tracce di insediamenti dall'Età del Bronzo fino all'alto Medioevo.

Alla scoperta delle Cave d'Ispica

Curiosità e cinema
Nel 1960 fu girato a Ispica il film Divorzio all'italiana di Pietro Germi. A questo seguirono altri film o serie televisive, tra cui alcune scene di Il viaggio, diVittorio De Sica con Sophia Loren e Richard Burton (1974) e alcune scene di Kaos dei fratelli Taviani (1984).
Ispica fece anche da sfondo ad alcune opere veriste di fine Ottocento di Giovanni Verga e Luigi Capuana: quest'ultimo soggiornò nel convento del Carmine per un breve periodo e ambientò a Ispica alcuni dei suoi racconti, descrivendo in maniera precisa luoghi e tradizioni che si intrecciano con le storie dei suoi personaggi. Vi sono ambientati il racconto "Profumo", dove Ispica è rappresentata come la cittadina siciliana di Marzallo e il romanzo de Il marchese di Roccaverdina, collocato nella Ispica contadina e feudale.