01Fonte: Agromobile – La mappa del gusto

Il percorso del Tonno Rosso è uno di quei viaggi in cui, ripercorrendo i luoghi per anni scelti dai pescatori, è ancora possibile interpretare lo spirito di certe antiche tradizioni marinare. Tra una visita alle tonnare e agli stabilimenti che un tempo facevano da sfondo al commercio di questo pregiato tipo di pesce a Scopello, vi perderete tra le bellezze paesaggistiche delle isole Egadi, quanto di più emozionante la natura ci ha dato in questa fantascia isola.

 
 
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Il Tonno Rosso di Favignana è un prodotto di elevata qualità gastronomica, data anche la rarità dovuta al processo di estinzione della specie in atto. Questo particolare tonno pregiato viene lavorato ormai da pochissime aziende dislocate per lo più nel trapanese, nel palermitano e sull’isola di Favignana.
Oltre al prodotto fresco, esistono anche le pregiate uova, essiccate e salate, la bottarga, il cuore, la tunnina salata  e la ficazza, un salame di tonno abbastanza piccante.

Questa particolare tipologia di pesce ha una rilevante importanza commerciale e le tecniche per acquisirne le carni sono molteplici: la tradizionale e suggestiva mattanza nella tonnara, le reti da circuizione, i palamiti e la fiocina.
La mattanza, metodo con il quale si pescava il Tonno Rosso di Favignana,  era uno spettacolo molto cruento. Di solito avveniva nel mese di maggio, con un clima caldo-umido, motivo per il quale viene chiamato ancora “il tempo dei tonni”.
Venivano predisposte dai tonnaroti delle reti con tre camere: bordonaro, bastardo e morte. Quando il rais (capo della tonnara) era finalmente pronto, cominciava la mattanza: questo rituale ha sempre avuto qualcosa di mistico, data la particolare precisione con la quale il rais, considerato quasi uno sciamano, percepiva l’esatta misura e quantità di tonni da pescare che, in caso di errore, sarebbe stata fatale per l’intera pesca.
Quando le muciare (barconi piatti e neri) erano tutte disposte attorno alle reti della tonnara, mentre il rais pronunciava la parola magica “Assumma!”, i tonnaroti spingevano tutti i tonni nella camera della morte, innalzavano le reti e procedevano ad arpionare tutti i tonni al fine di portarli sulle loro barche. Al segnale della fine della mattanza dato dal rais, il mare era completamente tinto di rosso del sangue dei tonni.

La pesca del tonno lungo le costre trapanesi ha origini molto antiche: a testimonzianza troviamo graffiti ritrovati nella grotta preistorica del Genovese, sull’isola di Levanzo.
Le più importanti tonnare nel trapanese sono a Favignana, sull’isola di Formica, a Bonagia, a Trapani: l’ultima mattanza avvenuta a Favignana si è svolta nel 2007.
La Tonnara di Favignana, ufficialmente denominata Ex Stabilimento Florio delle Tonnare di Favignana e Formica, è un’antica tonnara, con annesso stabilimento per la conservazione del pesce, è una delle più grandi tonnare del Mediterraneo.

Scopello - Foto di Monica Bosco
Scopello è una piccola frazione di Castellammare del Golfo, in provincia di Trapani. Sorta attorna ad un antico baglio, vanta la presenza di soli 80 residenti effettivi.
Nei pressi   troviamo la Riserva Naturale  dello Zingaro ed i suggestivi Faraglioni di Scopello, con l’attigua tonnara. Sicuramente, il suo nome deriva dal greco scopelos e dal latino scopulus, entrambi sostantivi per indicare i faraglioni o gli scogli.

 

 

 

Poco distanti troviamo Guidaloca, una baia limitata dal Pizzo della Gnacara e dalla Puntazza: una spiaggia a forma d’arco formata da ciottoli si stagli lungo 400 metri. Ad ovest della cala è presente una torre cilindrica, Torre Bennistra, risalente al XVI secolo, posta a guardia della costa e che sovrasta l’intera vallata. Più su si trova il Bosco di Scopello, ricco di fauna locale.

Scopello
Scopello negli anni è stata oggetto di vari insediamenti, che l’hanno resa un centro dalle varie sfaccettature: il primo data l’età ellenistica, poi continuato nelle epoche romana e islamica, per poi culminare in un periodo normanno, in cui rivestì addirittura il ruolo di demanio regio. L’attuale borgo risale al XVII secolo ed è diviso in due parti: il baglio, una piazzetta, con la Chiesa di Santa Maria delle Grazie, e poche case.
Famosa, in quanto teatro di misteri e leggende, è la Tonnara. Ancora oggi è possibile visitarla e addirittura alloggiarci, per vivere appieno l’atmosfera ancora immutata del duro ambiente di lavoro legato alla pesca del tonno.
Per saperne di più: http://www.tonnaradiscopello.com/

 

 

 
Favignana mare roccia
Favignana
Favignana (in siciliano Faugnana) è un’isola appartenente all’arcipelago delle isole Egadi, in Sicilia. E’ la principale isola delle Egadi e si trova proprio davanti all’aeroporto di Trapani Birgi.
Nell’antichità Favignana era conosciuta dagli arabi con il nome Djazirat ‘ar Rahib («isola del monaco» o «del romito»), proprio perché era stato eretto uncastello di epoca normanna, il cosiddetto Castello di Santa Caterina, dove avrebbe vissuto per l'appunto un monaco.
L’isola è famosa per le cave di tufo (in realtà non è tufo, ma calcarenite), per le grotte, per l’antica tradizione della pesca del tonno con la tonnara, di derivazione araba.
Attualmente la mattanza non è più praticata, ma il luogo è aperto al pubblico a pagamento e sono offerte visite guidate da ex operai dello stabilimento: all’interno è possibile trovare testimonianze video legate alla pesca del tonno tramite la mattanza e filmati storici dell’Istituto Luce.
 
L’aspetto naturalistico dell’isola si esprime con la sua ricchezza di spiagge e scogliere. Troviamo numerose cale, molte poco frequentate e sconosciute, di una bellezza suggestiva. I più popolari accessi al mare sono:
  • Cala Rossa, uno dei simboli di Favignana con il suo mare azzurro turchese
  • Grotta Perciata, Bue Marino, Scivolo (scogliera)
  • Cala Azzurra, Marasolo (piccola spiaggia con scogli)
  • Burrone (spiaggia sabbiosa)
  • Calamoni (scogliera e piccole spiagge)
  • Preveto (ciottoli)
  • Cala Stornello, Cala Rotonda, Cala Grande , Punta Longa.
Sull’isola di Favignana sorgevano anche tre antichi castelli: il castello di S. Caterina, tutt’ora accessibile, che svetta sull’omonimo monte, il forte di S. Giacomo e il Castello di S. Leonardo, questi ultimi non più visitabili.
Assolutamente da visitare però è il Palazzo Florio, sorto al posto del Castello di S. Leonardo. Da poco restaurato, è uno splendido edificio in stile neogotico, costruito nel 1878 su progetto di uno dei più famosi architetti dell’epoca, Damiani Almeyda. All’interno troverete un susseguirsi di arredi in stile liberty e di ferri battuti, ad opera della fonderia Oreta dei Florio. Il palazzo non svolgeva solo il ruolo di residenza della famiglia Florio, ma anche luogo dove venivano ospitati i personaggi illustri invitati a Favignana durante il periodo di mattanza.

 

 

 

La visita all’ex Stabilimento Florio è necessaria per chi vuole vivere un viaggio nel passato della tonnara e di quello che rappresentò per lo sviluppo dell’isola. E’ a buon diritto un esempio di splendida archeologia industriale: con i suoi grandi archi e soffitti altissimi, ricordando la struttura delle cattedrali, conferisce al tutto un senso di religiosità, di atmosfera mistica. Non era solo il luogo dove venivano custodite le attrezzature, le ancore e le barche della mattanza, ma rappresenta anche la storia della famiglia Florio e l’intrecciarsi con la vita degli isolani, che ricevettero per il loro duro lavoro riscatto sociale dalla povertà e fonte di sussistenza economica.

Da annotare è il luogo che si staglia tra la Secca e l’isolotto di Preveto, dove sorge lo Scoglio Palumbo: è il luogo ideale per gli appassionati difotografia, per via della presenza di numerosi relitti che sono rimasti sul fondo del mare. Inoltre, segnaliamo che la Cala Rotondo, a strapiombo sul mare,  è famosa per le meravigliose grotte sommerse che sono rifugio di pesci di notevoli dimensioni.

 

 

 

 

 

 
Levanzo barche acqua
Levanzo
 
Levanzo è la più piccola delle Isole Egadi, frazione di Favignana.
Il paese è soltanto composta da un esiguo gruppo di case, che hanno a disposizione soltanto un porticciolo. Non esistono strade rotabili, a parte un piccolo tratto di strada asfaltata che porta alla spiaggia del Faraglione: ciò fa del suo paesaggio una bellezza del tutto incontaminata.

 

 

 

Sulla costa si affacciano alcune grotte, la più importante delle quali prende il nome di Grotta del Genovese, un importante sito archeologico in cui poter ammirare incisioni e pitture rupestri risalenti al paleolitico superiore.
Le coste di Levanzo sono molto frastagliate e molte zone sono raggiungibili soltanto con imbarcazioni: vi consigliamo di circumnavigare l’intera isola per poterne apprezzare la particolarità. Una splendida meta da raggiungere è sicuramente il sentiero costeggiato di cale di sassi e sabbia che porta alFaraglione.

La parte sud-est dell’Isola vanta le splendide acque di due cale, raggiungibili in barca o a piedi: Cala Fredda, con una spiaggia di sassi e un comodo scivolo, e la più selvaggia Cala Minnola. Per chi è appassionato di immersioni, è possibile trovare un itinerario archeologico-subacqueo molto interessante: tra Cala Minnola e Punta Altarella, si trovano i resti di un relitto romano, delle anfore vinarie e frammenti di vasellame di ceramica a vernice nera, risalenti al I a. C.
Superata Punta dei Sorci, incontriamo la maestosa Cala Tramontana, ricca di caverne e di grotte: sul fondo della cala si apre una piccola spiaggia rocciosa.

Note

Riserva naturale marina Isole Egadi
L'Area Marina Protetta "Isole Egadi" è costituita da 53.992 ha di mare nel territorio dell'arcipelago delle isole Egadi, in Sicilia. Con la sua superficie è l'area marina protetta più estesa di Europa. Dal 2001 è stata affidata in gestione al Comune di Favignana dal Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e dal 1 agosto 2010 è entrato in vigore il Regolamento di esecuzione ed organizzazione che stabilisce le regole per le attività nell'ambito dell'A.M.P.
Le isole di Favignana, Levanzo e Marettimo sono tutelate dalla Regione siciliana, essendo Sito di Interesse Comunitario.

 

 

 
Foto di Franky Aurelios
Marettimo
Marettimo è un’isola appartenentente all’arcipelago delle Isole Egadi e ne è la più occidentale.
Secondo la teoria trapanese dell’Odissea, Marettimo coinciderebbe dal punto di vista geografico con Itaca, la patria di Ulisse. L’isola vanta diverse grotte, fenomeni carsici, numerosi fondali, parte della Riserva Naturale delle Egadi. Le grotte, sia sommerse che emerse, sono davvero un tesoro. Le grotte marine sono dei piccoli capolavori, come ad esempio:
– la Grotta del Cammello, con il suo scoglio a forma di cammello e con un grande antro e la spiaggia di ghiaia;
– la Grotta del Tuono, caratterizzata da fondali blu intenso e che deve il suo nome ai caratteristici suoni derivanti dal mare che si infrange sulle sue pareti;
– la Grotta del Presepe, suggestiva per le stalattiti e stalagmiti dalle particolari forme in cui la fantasia popolare ha intravisto le figure del presepe;
– la Grotta perciata, (dal dialetto perciata, bucata) con le sue rocce che sembrano levigate ed il mare di un azzurro intenso;
– la Grotta della bombarda, chiamata così per i lsuo particolare “soffio” che si crea durane le mareggiate all’interno di una piccola fessura.

 

 

 

Inoltre, Marettimo presenta anche una serie di splendide spiagge di ciottoli e piccole baie e calette sabbiose:
– in zona Punta Troia, si trova l’ansa di Scalo Maestro;
– Cala Bianca, dall’acqua cristallina e con una piccola spiaggia;
– Cala Nera, vicina al faro.
Per gli appassionati della subacquea, una delle più belle immersioni è quella di Punta S. Simone, che regala una spettacolo di luci con contrasti provenienti dai colori delle pareti e il blu del mare.
Va sicuramente consigliata anche una visita al sito arechologico Case Romane e alla chiesetta bizantina.