In una giornata funestata dal naufragio davanti alle coste libiche, un altro cadavere si aggiunge alla lista dei morti, quello di una donna che ha perso la vita durante la traversata. Prima di morire ha consegnato la sua bimba di soli 9 mesi a una compagna di viaggio, che l'ha portata sana e salva a Lampedusa. La piccola ha ricevuto le cure di Pietro Bartolo, il medico che presidia l'unico avamposto sanitario di Lampedusa e il cui lavoro più che ventennale è uscito dall'ombra, insieme alla sua umanità, con il film di Gianfranco Rosi "Fuocoammare".

Ecco cosa racconta Bartolo: "L'ho visitata, sta bene. Le abbiamo dato del latte, cambiato i vestiti. Era leggermente disidratata, ma niente di serio. È rimasta in ambulatorio per alcune ore, poi l'ho accompagnata io stesso nel centro d'accoglienza, consegnandola alla polizia. È in buone mani". E aggiunge sconsolato: "I migranti sentiti hanno riferito tutti la stessa versione e questo ci fa pensare che le cose siano andate proprio così, che la mamma della bimba sia proprio morta". 

Poi, però, si apre uno spiraglio di luce e la grande, grandissima umanità: "Sì, ho pensato di chiedere l’affidamento della piccola. Ci stiamo provando", ha ammesso ai microfoni di Sky TG24.