01Di Giuseppe Cugno

Pillole di Sicilia dagli “Scenari Meteorologici Ambientali Mediterranei”

Il centro del Mediterraneo passa per la Sicilia. Il Mediterraneo siciliano è un crocevia pervaso da una vasta gamma di situazioni meteorologiche, alcune fugaci ed altre durature.

Vi si avvertono varie influenze: un bel po’ d’Africa, un bel po’ d’Atlantico, un po’ di Balcani, un pizzico di anticiclone Russo-Siberiano, molto dell’anticiclone delle Azzorre e tanto tanto Mediterraneo d’insieme tutto intorno. Tanto Mediterraneo, è il risultato intrecciato, condensato, modificato, plasmato, sintesi dei vari influssi. Specie fra Oceano Atlantico ed Africa sahariana, punto d’incontro nodale del sistema meteorologico del Mediterraneo. La Sicilia, al centro del Mediterraneo, non per banale retorica, ma è veramente la più centrata ed equidistante dai vertici estremi del Mediterraneo. Nessuna regione, più della Sicilia, è avvolta dalla rappresentatività meteorologica mediterranea. In essa vi scorrono, si incrociano tutte le influenze mediterranee.

I ricordi di lunghe siccità, delle estati “che sembravano non finire mai”, dei tepori prolungati dopo le estati, delle fioriture anticipate, sono avvenimenti realmente accaduti e che continuano ad accadere, specie negli ultimi tempi. La memoria popolare vi ha attinto assorbendo di volta in volta gli episodi più significativi, rimasti sedimentati nella storia meteorologica.

La scansione nel tempo di questi avvenimenti hanno innalzato la Sicilia al rango della regione del sole per eccellenza. Illustreremo in altre occasioni il “come e perché” del prevalere dello “Scenario del bel tempo di alta pressione”, il sole in Sicilia ha quasi sempre la meglio (trattando anche lo “Scenario di bassa pressione” nuvoloso e piovoso).  La nomea è pienamente soddisfatta dalla realtà. Può riempirsi di attribuzioni superiori se si estende la nomea, propriamente riferita al sole, al privilegio complessivo della collocazione nel Mediterraneo. Così com’è. Se fosse più a sud sarebbe troppo calda, se fosse più a nord sarebbe più sensibilmente fredda, ed invece si trova in un punto tale da ricevere influssi atmosferici convergenti da tutte le direzioni.

I luoghi assolati mediterranei, tipici della Sicilia, per capirci quelli rimarcati negli sceneggiati televisivi del “Commissario Montalbano”, fra le vie semideserte del Barocco in pietra da taglio color paglierino, dallo sfondo  azzurro intenso del cielo profondo, dell’azzurro sul blu del mare, delle vampate estive pomeridiane nei piccoli centri, non sono immagini televisive ricercate, ma è lo sfondo dell’orizzonte più tipico e rappresentativo della Sicilia. Lo sfondo azzurro disegnato da muri a secco di pietre calcaree bianche, fra masserie della campagna bruciata dal sole, o il blu marino rivierasco, è scenografia costante dei luoghi, è come un luogo stesso, tutt’uno (fuori dagli scempi). Quell’azzurro dello sfondo, così presente, è lo sketch rappresentativo della luce mediterranea. L’azzurro del cielo è immagine significativa del meridione di Spagna, Grecia, del nord Africa, dell’Italia del sud, tutto intorno la Sicilia con in testa Lampedusa, Linosa, Pantelleria, Egadi, Ustica, Eolie.

Mentre la vita dell’uomo scorre fra le attività quotidiane, sopra la nostra testa scorrono gli avvenimenti, gli “Scenari Meteorologici”. Le loro ricadute sono enormemente estese. Il clima entra nella nostra vita, nelle nostre abitudini, nei nostri usi, nella nostra cultura, nella nostra storia. Condiziona tutto. L’intreccio con il paesaggio è totale: è natura stessa e al contempo ne condiziona ogni risvolto. L’intreccio con i rilievi, le geografie, le forme dei rilievi è costante. Gli Scenari meteorologici, diventano scenari di vita, di natura, di trasparenze, di grigiori. Si faccia caso al fatto che il Mar Mediterraneo, l’Italia stivale con Sardegna e Sicilia, hanno una forma geografica singolare fra le forme del pianeta, specie se considerate nelle zone temperate. Il mare e questo stivale nel mezzo, una forma anche curiosa su cui casca l’occhio. Ma il curioso non ha valore scientifico ambientale, ma la sua articolata complessità geomorfologica, sì. E’ forma unica al mondo. Il Mediterraneo è l’unico mare fra terre nelle zone temperate, con questa figura stramba nel mezzo. Non ha equatore, ma ne conosce le manifestazioni, il caldo umido dello Scirocco. Non ha i tropici, ma ne conosce il caldo torrido, il fono acceso del Sahara, spesso temperature intorno ai 40°. Talvolta con estremi di 45°, 46°, 47° gradi. Oltre i 45 gradi, non è esagerato, è proprio così. Non è il polo nord, non è il circolo polare, ma ne conosce gli influssi freddi da nord-ovest (Groenlandia), che da nord-est (Russia) gelidi, freddissimi, secchi. L’Italia, con le sue isole (la Sardegna,  la Sicilia), in mezzo al mare temperato, sotto il sole, conosce anche il freddo, conosce il gelo, conosce le intemperie, i forti venti, le calme di bonaccia e quiete assoluta, conosce le intense piogge, le prolungate siccità. La sagra delle tipologie. Ecco perché il tripudio esteso di prelibatezze della cucina mediterranea, derivate dai prodotti del territorio mediterraneo. La pluralità d’influenze meteorologiche è ricchezza, che si tramuta in ricchezza di prodotti della terra, da cui la ricchezza della materia prima per la cucina. Dal clima mediterraneo deriva a cascata l’immenso paniere di risorse, dirette materiali, e indirette immateriali: della cultura, del sapere delle civiltà che si sono succedute nel Mediterraneo.

I paesi che si affacciano nel Mar Mediterraneo devono attingere a tutte le loro risorse materiali e immateriali specifiche migliori, consone alla loro naturalità culturale e alla loro naturalità territoriale. L’Italia mediterranea deve puntare tutto lo sviluppo economico in quello che gli altri non hanno (di Mediterraneo) e che l’Italia ha. Deve convogliare tutte le energie per la valorizzazione delle vocazioni d’uso dell’ambiente e del territorio (rimasto). Tanto più si assecondano le vocazioni d’uso del territorio, tanto minori sono gli impatti per l’ambiente. Partendo proprio con la testa all’insù, dal nome del padre, dall’uso degli Scenari Meteorologici Mediterranei che girano a rotazione e quindi del clima mediterraneo, da cui tutti i prodotti derivati. La Sicilia concentra tutto questo. E Cava Grande è una delle perle preziose rappresentative della Sicilia, scrigno concentrato di biodiversità ed essenze mediterranee. 

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Biografia

GIUSEPPE CUGNO Geologo specialista di Ambiente e Territorio, Clima e Meteorologia del Mediterraneo, docente universitario a contratto. Tutto iniziato dalla palestra di ricerca della Sicilia sud orientale su percorso personale fra Geologia Clima e Meteorologia,  con l’ideazione di sana pianta del modello a “Scenari meteorologici” via via approfonditi ed estesi in ricerca pluridecennale fino allo sbocco nel libro “Scenari Meteorologici Ambientali Mediterranei” che gli è valso il premio speciale della giuria per la sezione saggistica del Premio Carver 2014 ormai noto come il Contropremio dell’editoria italiana.

Dalla laurea in Geologia il Curriculum Scientifico Professionale Accademico si è sviluppato in tre filoni concatenati. Ricerca e formazione, le fondamenta. Docenza universitaria. Libera professione.

○ Ricerca diretta sul territorio dal seme iniziale di corilevatore geologico delle Carte Geologiche della Sicilia Sud-Orientale, con la Cattedra di Geologia Università di Catania. Coautore su Sedimentary Geology di ricerca sedimentologica di dettaglio sui Monti Iblei attorno il canyon della Riserva Naturale di Cava Grande, Sicilia sud orientale. Studi vari e pubblicazioni mirati alla conoscenza di territorio e ambiente (atmosferico, terrestre, marino).

○ Docente a contratto al Politecnico di Torino previa idoneità  per studiosi dotati di qualifica scientifica per insegnamenti presso la II Facoltà di Architettura, e previa idoneità unica delle Facoltà di Architettura e Ingegneria. Docente di insegnamenti ambientali in corsi di laurea e master di 1° e 2° livello per le Facoltà d'Ingegneria dell'Università di Catania ed Enna.

○ Di singolare risonanza la ricaduta su beni pubblici primari (acque potabili, aria, suolo) dell'indirizzo impresso alla professione contraddistinta dall'accurata selezione delle consulenze, mai accettato consulenze ambigue  contro l'ambiente. Questa l'impronta distintiva. Da cui la libertà di giudizio sempre a favore dell'ambiente. Degli “Scenari meteorologici” l'applicazione  sugli effetti per l'inquinamento atmosferico "Quando, Dove e Perché" attraverso l'individuazione delle fasce di territorio più esposte e meno esposte in ragione di 6 “Scenari meteorologici” portanti “i fumi vanno dove li porta il vento”.

Totale l'impegno per quanto umanamente possibile per la Riserva Naturale di Cava Grande del Cassibile. Il suo nome ricorre associato ripetutamente a Cava Grande per averla prima studiata, pubblicata, divulgata e fatta conoscere al mondo con mezzi propri, e dopo difesa strenuamente dalle discariche. Si distinguono incisivi e coraggiosi studi geologico-ambientali risultati determinanti a scongiurare:

 ○ L’irreparabile inquinamento delle acque vergini delle sorgenti apicali del Vallone Cardinale nei Monti Iblei. Ad uso diretto idropotabile, per caduta naturale, di migliaia di cittadini (Canicattini Bagni) e a monte del bacino d’origine delle mitiche sorgenti del Ciane della storica Siracusa “greca”.

 ○ L’inquinamento del territorio adiacente la Riserva Naturale di Cava Grande del Fiume Cassibile alimentato da tante sorgenti rimaste fra le ultime incontaminate, per concause naturali ed antropiche molto fortunose nello scempio generale. Evidenziate in dettaglio, come e perché, nel libricino divulgativo “Cava Grande del Cassibile – L’ambiente fisico del Canyon dalle sorgenti d’origine alle sorgenti subacquee nel Mar Ionio”. Trattasi di due bacini fluviali adiacenti, perle incontaminate della Sicilia, entrambe prescelte per siti discariche. Una proprio dentro l’alveo delle sorgenti, l’altra (di Stallaini) che si ripresenta a cicli, a ridosso della Riserva Naturale di Cava Grande, ora meta crescente di migliaia di turisti e studiosi da tutto il mondo. Cava Grande è scrigno di biodiversità di vaste essenze mediterranee per estesi influssi di “Scenari Meteorologici”, dai subtropicali torridi più caldi del Sahara di Libeccio Scirocco a quelli nordici più freddi di Maestrale e Tramontana.