La Sicilia in bianco e nero, quella di altri tempi, rivive attraverso i filmati raccolti dallo storico di Modica Giovanni Modica Scala. Lo studioso ha raccolto un interessante e corposo archivio delle cronache di un territorio: ci sono, ad esempio, i video della lacrimazione della Madonna di Siracusa del 1953 o il trailer del cortometraggio sul circo Zoppis a Scicli, risalente al 1955. I filmati sono stati girati con una Bolex Paillard 16mm e pubblicati sul sito www.giovannimodicascala.it

Il sito web, curato dall'omonimo nipote, raccoglie anche i video del primo incidente causato dall'estrazione del Petrolio a Ragusa, quelli girati a Modica dopo la guerra e quelli di alcune feste patronali. Basta navigare tra le varie sezioni per scoprire – o riscoprire – una Sicilia che non ci si aspetta. Non mancano, tra le altre cose, scritti su Quasimodo e Poidomani, nonché fotografie che raccontano l'isola. Un interessante patrimonio in grado di colpire chiunque abbia interesse a saperne di più sulla Sicilia.

A proposito di Giovanni Modica Scala

La produzione di storico di Giovanni Modica Scala comprende diversi studi sulla storia della contea, sulla Sicilia medievale, sull’archeologia, sulle tradizioni e i riti religiosi della Contea. Ricordiamo, tra le altre opere, "La grande alluvione", che colpì Modica nel settembre del 1902; "La madonna di Sion", basato su un documento del 1623 riguardante un naufragio avvenuto presso le coste di Pozzallo, spunto immediato per una ricerca sfociata nella scoperta di un affresco; "Le comunità ebraiche nella Contea di Modica", che, prendendo le mosse da un documento riguardante un processo per omicidio celebrato presso il tribunale della Gran Corte della Contea di Modica nel 1471, ricostruisce la legislazione sugli ebrei in Sicilia, le istituzioni giudaiche e le magistrature (con una puntuale descrizione della vita sociale della comunità), le attività commerciali ed artigianali, finanziarie e professionali delle comunità ebraiche di Modica, Ragusa e Scicli; e, infine, due monumentali saggi sulla Sicilia preistorica e su quella medievale.

Modica Scala rappresenta uno degli epigoni di una storiografia municipale animata da una profonda ispirazione etica e civile tesa a recuperare il passato in funzione del presente.

Alla base dei suoi saggi troviamo una scrupolosa ricerca dei documenti, il fiuto della scoperta archivistica, la capacità di costruire grandi affreschi sui personaggi, le comunità, le istituzioni della storia siciliana e modicana. Ma essi sono altresì animati da una repulsione naturale per tutto ciò che è odio, fanatismo, intolleranza, superstizione. Da questo punto di vista il lavoro storiografico di Modica Scala si legava indissolubilmente all’esperienza vissuta in prima persona e che aveva condotto l’umanità ai campi di sterminio. Una esperienza tragica che per Modica Scala si racchiudeva poeticamente nell’immagine di una giovane ebrea conosciuta tra «le mura amiche della città di Rodi, condannata a bruciare nel forno crematorio (…) la sua innocente, inerme giovinezza».