La strage dei conigli. È il nome che "Servizio Pubblico" ha dato all'inchiesta su un altro grande orrore italiano e non solo, l'allevamento ultraintensivo di conigli. Ne succedono di tutti i colori: coniglietti lasciati morire tra urine e feci perché troppo deboli o semplicemente piccoli, e coniglie destinate al macello perché poco produttive o malate.

L’Italia è il primo produttore europeo di carne di coniglio: secondo Faostat la stima è di 175 milioni di conigli prodotti ogni anno, per un consumo di 2,5 chili pro capite. Ma non esiste una legislazione specifica sulla protezione dei conigli, ed è per questo che la realtà in cui sono costretti a vivere è fra le più dure. Gli animali, infatti, vivono in gabbie piccolissime che provocano loro ferite alle zampe, con una superficie a disposizione pari a un fazzoletto.

Le madri sono sottoposte a ritmi frenetici: fanno nidiate di oltre 10 piccoli alla volta e vengono inseminate mentre stanno ancora allattando. Il loro tasso di mortalità è del 30% l’anno. Quelle che sopravvivono, comunque, non vanno oltre i due anni di vita, superati i quali sono destinate al macello, per essere sostituite da coniglie più produttive.

CLICCA QUI PER VEDERE L'INCHIESTA DI SERVIZIO PUBBLICO "LA STRAGE DEI CONIGLI"