cometa_halleyLa Terra, come di consueto, sta entrando nel flusso di detriti della nota cometa di Halley, fonte annuale della pioggia di meteore Eta Aquaridi. La cometa di Halley, forse la più famosa della storia dell’umanità, ha fatto il suo ultimo passaggio attraverso il sistema solare interno nel 1986 e non tornerà prima dell’estate del 2061. Ad ogni passaggio, essa lascia dietro di sé una scia polverosa, che annualmente interseca l’orbita della terra generando uno spettacolo degno di nota nei nostri cieli. Lo sciame mostra un gran numero di meteore alle latitudini australi, dove il radiante giunge quasi allo zenit, con tassi orari simili a quelli delle Perseidi. Alle nostre latitudini la loro osservabilità è sempre stata alquanto difficoltosa e deludente, poiché il radiante permane per pochissimo tempo sopra l’orizzonte e soprattutto a basse altezze, così che la frequenza delle meteore si rivela molto contenuta. Poiché il flusso si trova sotto l’equatore celeste, quindi, gli osservatori dell’emisfero australe saranno nettamente favoriti, ma gli osservatori dell’emisfero boreale saranno comunque in grado di vedere un buon numero di granelli di polvere disgregarsi nell’atmosfera terrestre. Quest’anno il picco delle Eta Acquaridi è previsto per domattina, ma già da questa sera dopo il tramonto sarà possibile osservare un buon numero di meteore. In condizioni ideali, vale a dire lontano da fonti luminose, sarà possibile osservare decine di meteore ogni ora.

 
 

stelle-cadentiCome già accennato, lo spettacolo migliore si avrà a sud dell’equatore. Tanto che gli australiani considerano questo sciame come il più affascinante e il più prolifico dell’anno. Un pò come le Perseidi di Agosto per il nostro emisfero. Per le migliori osservazioni bisognerà attendere che il radiante (il punto di origine di queste meteore), che si trova all’interno della costellazione dell’Acquario, inizi a salire sopra l’orizzonte orientale. Ciò avverrà dopo la mezzanotte. Dal Nord America i tassi tipici dello sciame sono solo di 10 meteore all’ora a 26 gradi di latitudine nord (per Miami, in Florida, o per Brownsville, nel Texas); cinque meteore all’ora a 35 gradi di latitudine (Los Angeles, in California o Cape Hatteras, nella Carolina del Nord); e praticamente pari a zero a nord di 40 gradi di latitudine (New York, Chicago e Philadelphia). Secondo gli analisti di Meteoroid Environment Office della NASA, questi granelli particolari di polvere cometaria colpiscono l’atmosfera viaggiando alla velocità di  62 km/s (223.200 Km/h) e si disintegrano a circa 84 km sopra la superficie terrestre. Si tratta di meteore che lasciano una lunga scia nel cielo che difficilmente potrà essere dimenticata. La luce biancastra prodotta dall’attrito con la nostra atmosfera è ciò che comunemente viene chiamata una stella cadente. Ma per gli astronomi si tratta di un incontro con le tracce di un famoso visitatore delle profondità dello spazio e dell’alba della crazione. Per cercare di individuare il maggior numero possibile di meteore è necessario spostarsi verso luoghi bui, non interessati dal forte inquinamento luminoso. Ideale un cielo di collina o di montagna, dove l’atmosfera più rarefatta consente una visione più tersa del firmamento. Il miglior strumento di osservazione è il nostro occhio umano, dotato di un ampio campo visivo, che consente una visione totale del cielo; un binocolo o un piccolo telescopio, infatti, consentono di osservare il cielo con un dettaglio maggiore, ma a scapito del campo visivo, e poiché questi oggetti appaiono in ogni parte di cielo in maniera improvvisa, la probabilità di inquadrarne uno nell’oculare dello strumento diviene bassissima.

Renato Sansone 

Meteoweb

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