Le burle di Ferrazzano. Nel 1600 durante la dominazione spagnola, visse un tal Ferrazzano, uomo assai singolare. Costui era un comico del Teatro dei Travaglini, al tempo il più famoso teatro palermitano. Ferrazzano sul palcoscenico scagliava senza alcun riguardo la sua satira pungente sulle personalità più in vista dell’epoca, provocandone il più delle volte ire incontrollabili tali da costringerlo alla fuga. Ferrazzano ne combinava una dietro l’altra, e questo lo rendeva sempre più popolare e simpatico ai suoi concittadini, tanto che la sua fama istrionica incuriosì perfino la moglie del Vicerè che lo invitò al suo palazzo per conoscerlo. La donna si entusiasmò così tanto della sagacia e dell’ironia di Ferrazzano che per essere cortese gli chiese di conoscere la moglie. L’uomo ringraziando e scusandosi con Sua Maestà disse mestamente che purtroppo sua moglie era sorda (anche se non era vero), ma la nobildonna prontamente rispose che non sarebbe stato un problema e che avrebbe parlato a voce alta per farsi intendere. Ferrazzano appena a casa informò la moglie Cicca dell’invito raccomandandole di abbigliarsi adeguatamente e di tenere ben presente che a causa della sordità di Sua Maestà avrebbe dovuto urlare per farsi sentire. L’indomani al cospetto della nobildonna, l’ingenua Cicca inchinandosi con tutto il fiato che aveva in gola gridò un saluto riverenziale. La Viceregina pensando che i sordi parlassero a voce alta non sentendo bene, gridò a sua volta un sonoro buongiorno. La conversazione se così poteva essere definita, fu caratterizzata da una serie di urli alquanto ridicoli paragonabili agli strilli dei venditori del mercato. Ferrazzano cominciò a sghignazzare, era tutto davvero divertente, e la conclusione fu che dovette scappare a gambe levate per evitare che le guardie potessero acchiapparlo.

Un’altra volta un contadino, colto improvvisamente da un’urgenza fisiologica, si accovacciò dietro un cespuglio proprio alle spalle di una chiesa. Ferrazzano che si trovava casualmente da quelle parti, accortosi di quanto stava accadendo si avvicinò all’uomo e con tono preoccupato lo informò che in quel luogo era vietato fare certe cose e che se una guardia lo avesse visto lo avrebbe di sicuro portato in prigione. Ferrazzano consigliò al villano di raccogliere tutto nella sua sporta che nessuno se ne sarebbe accorto. Quindi continuò il suo cammino che passava obbligatoriamente dalla porta dove c’era il servizio di guardia e subdolamente mise in allerta i sorveglianti dell’arrivo di un contadino che nascondeva roba di contrabbando. Quando il villano passò a sua volta, le guardie lo bloccarono e gli imposero di consegnare la sporta che aveva annodato per bene. Quando la aprirono si sporcarono con gli escrementi puzzolenti dell’uomo cosa che li fece andare su tutte le furie, soprattutto avendo realizzato che si trattava di una burla di Ferrazzano. Lo cercarono ovunque ma invano, nel frattempo il furbastro era già al sicuro lontano dal luogo del misfatto. Queste sono solo alcune delle innumerevoli e divertenti burle messe a segno da Ferrazzano, uomo dotato di fervida immaginazione e furbizia che sembra secondo la tradizione popolare siciliana, averla sempre fatta franca.